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Calcio on the rocks - il manifesto

Si tratta del GM Championship, ovvero del campionato di calcio groenlandese. Dura poco più di un mese, ma le fasi finali durano solo pochi giorni. Si gioca solo in agosto, per ovvi motivi climatici. A differenza degli altri anni avrà luogo la sola competizione maschile. [Articolo pubblicato il 10/08/2023 sul quotidiano «il manifesto»]

Il 19 agosto [2023] è stato fissato l’avvio della stagione ‘23/‘24 della Serie A italiana. Ma c’è un altro campionato che inizia nello stesso mese e termina un pugno di giorni prima. Ci vogliono cinque giorni in tutto perché le fasi finali comincino e finiscano: da oggi al 15 agosto. È il campionato della Groenlandia, il “GM championship 2023”, cioè la stagione calcistica dell’isola più grande e più a nord del mondo. A luglio sono terminate le fasi locali del torneo e, dopo qualche giorno di pausa ad inizio agosto, ha inizio oggi la seconda parte (la fase finale) del torneo: due gironi all’italiana con eliminazione diretta.

Qualche dato
Ad eccezione della consuetudine che prevede sia il campo di Nuuk, cioè della capitale del Paese, nonché le relative squadre della città, ad organizzare la fase finale del campionato, quest’anno la Federazione calcistica della Groenlandia (Kak) ha optato per il campo della città di Qaqortoq, probabilmente per il concomitante anniversario (novantesimo dalla fondazione) della squadra cittadina, il K-1933. Per assistere alle partite non è necessario alcun biglietto e non ci sono né gradinate né tanto meno tribune: ci si siede sopra le rocce antistanti al campo. 
Astrarsi dal calcio milionario e dai 7€ al secondo di Cristiano Ronaldo in Arabia Saudita, è cosa buona e giusta. Quando si parla di calcio in Groenlandia i soldi e i limiti d’età, ad esempio, semplicemente non esistono. Nell’edizione del 2018, in una partita fra le squadre Kugsak-45 di Qasiggiannuit, (insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e Nagdlunguaq-48 di Ilulissat (terza città del Paese e vincitrice della precedente edizione del campionato), si sono affrontati il più vecchio e il più giovane calciatore di sempre del campionato: Jonas ‘Kidi’ Hansen e Nemo Thomsen, segnando l’uno il gol della bandiera e l’altro una tripletta in una partita che ha avuto ben poco da dire terminando 1-13 per l’N-48. Jonas Hansen aveva all’epoca della partita 47 anni e 357 giorni mentre Nemo Thomsen, il più giovane, ne aveva da poco compiuti 14. Hansen ha sempre e solo giocato per la polisportiva del suo paese e quell’edizione fu anche l’ultima; Thomsen, invece, ha da poco firmato un contratto con la prima squadra del Kolding IF, società di massima serie della Danimarca.

Niente campionato femminile
Una delle sorprese di questa edizione del GM è che non avrà luogo il campionato femminile. La notizia era già stata resa nota agli organi di stampa in pieno luglio. Jakob Geisler, ex allenatore dell'IT-79 femminile di Nuuk, raggiunto telefonicamente ha risposto non nascondendo tristezza e rassegnazione: «non ci sono abbastanza squadre iscritte e, purtroppo, non si terrà il campionato». Ha poi aggiunto che la federazione pare stia spingendo molto di più il movimento calcistico maschile (sia senior che iunior) di quello femminile. Per la verità lo stesso Geisler tre anni fa denunciava come il livello del calcio a 11 femminile si fosse abbassato notevolmente «a causa della mancanza di una vera e propria rappresentativa: una nazionale avrebbe bisogno di fondi necessari per poter raggiungere competizioni e tornei internazionali, ma questo non accade». 
La situazione non è rosea e in poco più di dieci anni è andata visibilmente deteriorandosi. È bene ricordare che nel 2011 la nazionale femminile di calcio della Groenlandia raggiunse la medaglia di bronzo agli Island Games così come due anni dopo ai medesimi giochi svoltisi a Bermuda aveva ottenuto l’argento. 
Le squadre qualificate
Se in un primo momento la stampa locale aveva gioito per l’approdo alle qualificazioni della squadra dell’insediamento di Ittoqqortoormiit (costa orientale del paese, 345 abitanti) il 1 agosto un caustico comunicato della Federazione calcistica groenlandese ha dichiarato come la compagine non avrebbe preso parte al campionato. La squadra (il cui nome è uno scioglilingua: AK Ittoqqortoormiit, nome esteso: Arsaaddardud Klubia Ittoqqortoormiini) nonostante avesse raggiunto per la prima volta la fase finale, sarà sostituita dall’Eqaluk-54 della città di Tasiusaq. L’AK Ittoqqortoormiit, fondata nel 2018, sarebbe stata l'unica squadra della costa est della Groenlandia ad aver passato le fasi locali per quest'edizione del campionato.
Per la verità, lo stesso allenatore dell’AK Ittoqqortoormiit al momento dell’avvenuta qualificazione aveva rilasciato un’intervista alla stampa locale in cui dichiarava che sia lui che la squadra «avrebbero fatto di tutto per cercare di rappresentare la città». Perché “faremo di tutto”? Semplice: per attraversare il paese dalla costa est, la più svantaggiata e la meno occidentalizzata, ci vogliono tempo e soldi. Nella fattispecie: tre aerei di tre aziende diverse, scalo in Islanda e anche un piccolo spostamento in barca per raggiungere il campo di Qaqortoq. Gli atleti della rappresentativa di Ittoqqortoormiit sarebbero giunti al campo in 13 più l'allenatore-giocatore, praticamente contati. Il numero così esiguo di partecipanti non è casuale: non si tratta di giocatori professionisti (nessuno gioca per soldi in Groenlandia), molti sono cacciatori. La stagione della caccia alla renna, per la parte orientale del paese, rappresenta il primo (se non in alcuni casi l'unico) mezzo di sostentamento non solo per nuclei familiari ma per villaggi interi. Per le medesime difficoltà logistiche anche l’UB-83 di Upernavik ha rinunciato alla partecipazione al campionato pur essendosi qualificata. Nonostante la federazione abbia contattato anche altre squadre (Sak di Sisiumut) sarà un’edizione ristretta del campionato con solo sette clubs: il K-1933 della città di Qaqortoq; l’IT-79 della città di Nuuk; il B-67 della città di Nuuk; il Nagtoralik della città di Paamiut; l’N-48 della città di Ilulissat; il G-44 della città di Qeqertarsuaq e infine l’Eaqaluk-54 della città di Tasiusaq.
 

Non solo calcio
Vicende calcistiche a parte, la stampa internazionale è tornata a parlare di Groenlandia a causa della situazione che lega il Paese al bacino di Kuannersuit (in lingua locale, il kalaallisut; Kvanefjeld in danese). La questione è quella dell’individuazione ed estrazione delle terre rare per cui un società australiana, la Energy transitions minerals, il 20 luglio ha presentato un’istanza di reclamo presso il tribunale di Copenaghen affinché – sostiene l’azienda – si dirima la controversia della licenza e dell’assegnazione del bacino di Kuannersuit, sesto giacimento di uranio al mondo, ma anche uno tra i più ricchi di terre rare del Pianeta. La Groenlandia ha iniziato a far gola a molti, specie da quando l’occidente ha iniziato a voltarsi per cercare alternative al petrolio. Celebre l’intenzione di Donald Trump di voler acquistare l’isola. La dichiarazione pubblica suscitò indignazione da più parti. 
Al governo della Groenlandia, però, non c’è più Siumut (partito socialdemocratico), che a suo tempo aveva avviato i colloqui con l’azienda nonché acconsentito a generici progetti di individuazione ed estrazione, ma la sinistra radicale indipendentista. Nel 2021 il dominio di Siumut (ininterrottamente al governo dal 1979) lo ha interrotto il partito Inuit Ataqtigiit (che tradotto significa “Comunità Inuit”). Nessun governo di coalizione con Siumut e, anzi, subito la promulgazione di una legge che vieta ogni attività estrattiva. Mute Edege, primo ministro, durante quella campagna elettorale ebbe modo di dichiarare la propria contrarietà ad ogni progetto di attività estrattiva nel Paese anteponendo la questione perfino all’indipendenza integrale dalla Danimarca. Il regime di autogoverno, per una volta, non venne troppo contestato: prima la salute, si era detto in quella campagna elettorale. Certo è che per comprendere davvero la realtà groenlandese va fatto un proverbiale (e metaforico) “passo indietro”: non solo per comprenderne la politica (la sinistra radicale al governo che fa quel che dice!) ma anche per comprenderne le vicende sportive, dal momento che il campionato non è riconosciuto dalla Fifa.
 
L'articolo è stato pubblicato anche sul sito del quotidiano: https://ilmanifesto.it/il-calcio-on-the-rocks

Groenlandia: parte la stagione calcistica 2023. [E c'è più di una sorpresa]

Come ogni fine di luglio arriva puntuale l'appuntamento con il Campionato Groenlandese. Sono terminate le fasi locali del GM Championship 2023, cioè la stagione calcistica dell'isola più grande del mondo.  Tanto è estesa l'isola quanto è breve il campionato: non arriva neanche a un mese (complessivamente). Solitamente le fasi locali si disputano dal 19 al 25 luglio di ogni anno e altrettanto solitamente ne viene data notizia con un comunicato della federazione calcistica locale (Kak) ma quest'anno niente di questo è avvenuto. Grazie al giornale locale «Sermitsiaq.ag» si può tuttavia ricostruire quel che è avvenuto nelle fasi antecedenti alle finali.
Ma andiamo con ordine.
 
Solita premessa: come si svolge il campionato groenlandese di calcio
Il campionato di calcio è strutturato in tre fasi: locale, regionale e “nazionale” (ma è più corretto chiamarla “finale”), quest’ultima divide le squadre in due gruppi (A, B), solitamente non più di 12. Le fasi locali si disputano nell'ultima settimana di luglio e la fase finale - secondo tradizione ma non regola - si gioca su un campo solo, quello di Nuuk, da un lustro rimesso a nuovo e in erba sintetica, fino a qualche anno fa in terra battuta (e, fidatevi, il colpo d'occhio del campo in terra battuta era uno spettacolo). Ma che nessuno t(r)emi: il romanticismo del campionato più a nord del Pianeta Terra non è stato affatto minato dalla colonizzazione del verde artificiale: gli spalti sono sempre i soliti: la partita la si guarda dalle rocce, liberamente, senza pagare nulla.
A differenza delle altre edizioni, in cui il campo era quello di Nuuk, tutte le partite delle fasi finali (dal 10 al 15 agosto) di questa edizione si terranno a Qaqortoq.  
Molto probabilmente la decisione della federazione di spostare la sede delle partite è stata dettata dall'anniversario (90esimo dalla fondazione) della squadra di Qaqortoq, cioè il K-1933.



Niente campionato femminile
Una delle prime sorprese di questa edizione del GM è che non avrà luogo il campionato femminile. La notizia era già stata resa nota agli organi di stampa una ventina di giorni fa ma l'amarezza è grande, specie per chi conosce quanto si sia sviluppato e ingrandito il calcio femminile nell'isola. Ho provveduto a contattare Jakob Geisler, ex allenatore dell'IT-79 femminile di Nuuk: mi ha risposto, non nascondendo tristezza, che non ci sono abbastanza squadre iscritte, dunque non si terrà il campionato. Ha anche aggiunto che la federazione pare stia spingendo molto di più il movimento calcistico maschile e giovanile di quello femminile.
L'IT-79 femminile allenata da Jakob Geisler nel 2019

Per la verità lo stesso Jakob Geisler tre anni fa denunciava: «Il livello del calcio a 11 [femminile] si è abbassato a causa della mancanza di una vera e propria rappresentativa: una nazionale avrebbe bisogno di fondi necessari per poter raggiungere competizioni e tornei internazionali, ma questo non accade».
La situazione non è rosea e in poco più di dieci anni è andata deteriorandosi. È bene ricordare che nel 2011 la nazionale femminile della Groenlandia raggiunse la medaglia di bronzo agli Island Games così come nel 2013 la medaglia d'argento venne conquistata all'edizione dei medesimi giochi, svoltisi a Bermuda (tanto dalla compagine maschile quanto da quella femminile).
 
Le squadre qualificate alle fasi locali
La seconda sorpresa riguarda le squadre qualificate al campionato maschile: per la prima volta nella storia del GM la squadra di Ittoqqortoormiit (AK Ittoqqortoormiit, nome esteso: Arsaaddardud Klubia Ittoqqortoormiini) si è assicurata un posto per le fasi finali. 
Fondata nel 2018, è l'unica squadra della costa est della Groenlandia ad aver passato le fasi locali per quest'edizione del campionato. 
L'allenatore della squadra, Kristian Hammeken, intervistato da «Sermitsiaq.ag» ha dichiarato che la squadra «farà di tutto per cercare di rappresentare la città al campionato».
In che senso "faremo di tutto"? Nel senso che per arrivare dall'altra parte del paese ci vuole un bel po' di tempo: tre aerei e pure un piccolo spostamento in barca per raggiungere il campo di Qaqortoq. Gli atleti della rappresentativa di Ittoqqortoormiit sono 13 (praticamente contati) più l'allenatore-giocatore (ma su quest'ultimo dato non ci metterei la mano sul fuoco). Hammeken ha anche dichiarato che, nonostante la grande emozione di essersi qualificati all'edizione del GM, molti giocatori non potranno partecipare alla finale. Motivo? La stagione della caccia. La parte Est del paese è completamente differente dall'occidentalizzata costa Ovest e la caccia rappresenta il primo (se non in alcuni casi l'unico) mezzo di sostentamento non solo per nuclei familiari ma per villaggi interi. 

Le altre qualificate
Oltre all'AK Ittoqqortoormiit (di cui abbiamo già detto) si sono qualificate anche le seguenti società sportive:

K-1933 della città di Qaqortoq 

IT-79 della città di Nuuk 

B-67 della città di Nuuk 

Nagtoralik della città di Paamiut

N-48 della città di Ilulissat 


UB-83 della città di Upernavik 

G-44 della città di Qeqertarsuaq

Grandi assenti di quest'anno il Nuk, il Sak di Sisimiut, il Malamuk di Uummannaq nonché l'Eqaluk-54 di Tasiusaq.

Terre rare, è ‘battaglia legale’ per il giacimento di Kuannersuit (Kvanefjeld)

Continua la lotta incessante per la ricerca, dunque l’individuazione e l’estrazione, delle terre rare. Stavolta non accade in America Latina (celebre ormai lo scambio di tweet tra Elon Musk e l’allora presidente boliviano Evo Morales) ma in Groenlandia. La società australiana Energy transitions minerals Ltd (già Greenland minerals limited) vorrebbe procedere per vie legali per il progetto di ricerca di terre rare a Kuannersuit (Kvanefjeld in danese).

In una nota diffusa dall’agenzia Reuters il 20 luglio [2023]: «La società Etm ha dichiarato [giovedì 14 luglio ndt] di aver presentato un’istanza di reclamo presso il tribunale di Copenaghen» affinché si stabilisca riguardo il «diritto legale di poter ottenere una licenza per lo sfruttamento»1 del bacino di Kuannersuit (Kvanefjeld).

Stando al quotidiano groenlandese «Sermitsiaq»: 
«La richiesta di risarcimento presentata dalla Etm al tribunale arbitrale della Danimarca è di 76 miliardi di corone danesi» in conseguenza del rifiuto del governo groenlandese di procedere affermativamente con qualsiasi tipo di attività estrattiva. L’istanza è «lunga più di cinquecento pagine e comprende fino a mille appendici»2.
Nel comunicato stampa prodotto dalla società si legge che il soggetto della controversia sarebbe la società Greenland Minerals controllata al 100% da Etm e sarebbe titolare «di licenza di esplorazione»3, legata all’individuazione di terre rare a Kuannersuit.

Ma andiamo con ordine.

Kuannersuit è il sesto giacimento di uranio al mondo, ma è anche il sito più ricco di terre rare di tutto il globo. Secondo stime effettuate dalla stessa società Etm4 si sostiene che vi si possa trovare «oltre un miliardo di tonnellate di risorse minerarie nell’area»5 in particolare il neodimio, materiale importantissimo perché impiegato nella realizzazione di nuove tecnologie nonché di auto elettriche. Proprio per questo Donald Trump, già Presidente Usa, aveva pubblicamente dichiarato l’interesse all’acquisto dell’intera isola, suscitando indignazione da più parti, non solo in Groenlandia.

Inizialmente il partito socialdemocratico Siumut, ininterrottamente al governo del paese dal 1979, aveva acconsentito all’interlocuzione con la società nonché a generici progetti di individuazione ed estrazione. Due anni fa, 2021, le elezioni le vince il partito di sinistra radicale e indipendentista Inuit Ataqtigiit (Ia). In Italia Ia viene subito catalogato come “ambientalista”: in realtà Inuit Ataqtigiit (che tradotto significa “Comunità Inuit”) vince grazie ad una piattaforma nettamente di rottura con il precedente esecutivo socialdemocratico. Mute Egede, che ‘allora’ di anni ne aveva trentaquattro, era stato designato come candidato di Ia e durante la campagna elettorale ebbe modo di dichiarare la propria contrarietà – nonché quella del partito - ad ogni progetto di attività estrattiva nel Paese anteponendo la questione perfino all’indipendenza integrale dalla Danimarca. Il regime di autogoverno, per una volta, non venne troppo contestato: prima la salute, si era detto in quella campagna elettorale. Una volta al governo Ia ha chiuso completamente la questione arrivando a promulgare una legge apposita6 contro le attività estrattive. La norma (Act 20) è ora contestata dalla società australiana per cui viene affermata la non scientificità da parte dell’azienda che «dopo quattordici anni di lavoro in collaborazione» viene messa alla porta.

Si legge ancora nell’articolo pubblicato da «Sermitsiaq»: 
«Secondo la società [Etm], il Naalakkersuisut [Governo autonomo] ha confermato per iscritto nell'aprile 2020 che Energy Transition Minerals soddisfaceva i requisiti per ottenere la licenza. In questo caso si fa riferimento al fatto che il Ministero delle risorse minerarie» avesse acconsentito e approvato le relazioni sull’impatto ambientale e sull’uomo. «Tuttavia, questo non equivale all'ottenimento di una licenza», chiosa Lindstrøm nell’articolo, «ma solo a un altro passo nel processo verso [l’elaborazione di una] decisione».
C’è di più: secondo il governo groenlandese, stando alle fonti di «Sermitsiaq», il tribunale arbitrale di Copenaghen presso cui si è rivolta la società Etm non ha la competenza per giudicare il caso.

Duro il commento di Ia:  
«È vero che la collaborazione ha avuto luogo [coi governi passati ndt] e che è stata fornita una base normativa che consentirebbe l'utilizzo dell'uranio in Groenlandia. Ma in nessun momento si può affermare che la società abbia una giustificata aspettativa di ottenere un permesso per lo sfruttamento dell’area», ha dichiarato Naaja Nathanielsen, componente del governo.

NOTE:

1s.n., Australia’s Energy transition files claim for Greenland rare earth project licence, 20 luglio 2023, «Reuters», <https://www.reuters.com/business/energy/australias-energy-transition-files-claim-greenland-rare-earth-project-licence-2023-07-20/>.

2Merete Lindstrøm, Kuannersuit: ETM har opgjort erstatnigskrav til 76 miliarder, 20 luglio 2023, «Siumut.ag», <https://sermitsiaq.ag/kuannersuitetm-opgjort-erstatningskrav-76-milliarder>.

3Qui il testo della dichiarazione [in inglese]: https://wcsecure.weblink.com.au/pdf/ETM/02688604.pdf.

4Questa la stima di minerali che venne realizzata nel 2015 da Etm e rintracciabile sul sito dell’azienda stessa: https://etransmin.com/wp-content/uploads/Mineral-Resource-Table-February-2015-ETM.pdf.

5https://etransmin.com/kvanefjeld-project/.

6Qui il testo della legge [in inglese]: https://govmin.gl/wp-content/uploads/2022/01/Uranlov-ENG.pdf.

Nemo Thomsen approda nella serie A della Danimarca!

Nella sezione "Fissazioni" di questo blog c'è una categoria ben evidente: il calcio in Groenlandia.

Tra le varie ragioni di questa fissazione specifica ve ne sono due più di ogni altre che interpretano un ruolo di primo piano sul proscenio di quest'interesse "esotico": la prima è senza dubbio afferente al nicchismo militante che pur contraddistingue chi regolarmente aggiorna questo spazio; il secondo è diretta conseguenza del primo: come si può stare lontani da un campionato che dura neanche un mese in tutto, in cui gli spettatori assistono seduti sulla roccia e ad ogni gol si fa festa strombazzando con clacson delle (poche) automobili parcheggiate a bordo campo?

Ribadito questo, possiamo cominciare. 

Ogni anno mi occupo del campionato groenlandese e l'edizione del 2018 è stata carica di novità: più squadre partecipanti, uno scintillante impianto di Nuuk tirato a lucido per l'evento e via dicendo. In quell'edizione si verificò un confronto tra il più vecchio e il più giovane calciatore, almeno per quel campionato. 

Ve lo ricordate Nemo Thomsen? 

Possibili risposte: 1) «No, non t’accollà»; 2) «Sì perché sono un disadattato nicchista come te che se va a vedé i risultati del campionato yemenita».

Nemo Thomsen è il calciatore che nell'edizione del campionato groenlandese del 2018 ha esordito con la prima squadra del N-48 (Nagdlunguaq-48 della città di Ilulissat) all'età di 14 anni.

Dal personalissimo "archivio piccinelliano attorno al campionato groenlandese"

A sinistra Jonas Hansen (47 anni)
a destra Nemo Thomsen (14)
fonte foto: NBU - Nuuk Boldspil Union
«Quest'anno infatti, in una partita fra K-45 e N-48 si sono affrontati il più vecchio e il più giovane calciatore del campionato: Jonas ‘Kidi’ Hansen e Nemo Thomsen, segnando l’uno il gol della bandiera gol e l’altro una tripletta, in una partita che ha avuto ben pco da dire, terminando 1-13 per il N-48 (Nagdlunguak della città di Ilulissat), compagine arrivata in finale e sconfitta per 2 a 0 dal B-67.

Jonas Hansen, il più vecchio, ha 47 anni e 357 giorni mentre Nemo Thomsen, il più giovane ne ha da poco compiuti 14: due mondi a confronto, sebbene provenienti dallo stesso Paese, dato che Hansen gioca per la polisportiva del suo paese da sempre (Qasigiannguit, insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e, nonostante il blasone del Nagdlunguaq, per il Kugsak-45 l’importante era essere presente alla fase finale. Il titolo torna al B-67 e l’allenatore vola in Svezia La vittoria finale del campionato è tornata alla squadra biancazzurra di Nuuk, che ha sconfitto il Nagdlunguaq di Ilulissat in finale, relegando al terzo posto l’IT-79, vincitrice lo scorso anno».
Qui l'articolo completo: https://sostienepiccinelli.blogspot.com/2018/08/in-groenlandia-si-gioca-solo-ferragosto.html.

Oggi Nemo Thomsen ha 19 anni ed è salito nuovamente agli onori delle cronache sportive groenlandesi per essersi fatto notare con la sua nuova squadra in Danimarca. Ha contribuito alla vittoria della compagine under 19 del Kolding IF e ora ha firmato un nuovo contratto con la squadra maggiore, stando a quanto riporta «Sermitsiaq.ag». Ad oggi, peraltro, la squadra maggiore è impegnata nelle fasi finali del campionato per aggiudicarsi il titolo: un compito ancora più stimolante per il "piccolo" Thomsen. 

Sempre dal quotidiano groenlandese apprendiamo che Jonas Kamper, allenatore dell'Under 19 del Kolding, stima enormemente l'attaccante groenlandese: «ha fatto passi da gigante nelle ultime due stagioni e merita di essere premiato con un contratto [nella squddra maggiore]». Non solo: «ha mentalità, è disponibile ad allenarsi e lavora duramente».

Fonte foto © Sermitsiaq.ag

Le Olimpiadi delle Nazioni senza Stato

Nell’Isola di Guernsey dal 9 al 14 luglio (l’8 è in programma la cerimonia d’apertura) si sfideranno 2.194 atleti provenienti da 24 isole di tutto il mondo, per 14 sport e 522 medaglie d'oro in palio.

Non si tratta delle Olimpiadi o di altro evento sportivo a carattere transnazionale. O meglio: in parte lo è davvero ma le nazioni che gareggeranno non sono pienamente riconosciute dalla comunità internazionale. Si tratta della XIX edizione dei 'Giochi delle Isole' (conosciuti anche come NatWest Island Games per motivi di sponsorizzazione): un evento mondiale che si tiene ogni due anni di norma, interrotto dalla pandemia, che raggruppa più discipline sportive ed è organizzato dall'International Island Games Association. Le rappresentative isolane si sfideranno in tutte le competizioni tipiche delle olimpiadi tra cui: tiro con l’arco, atletica, triathlon, pallacanestro, ciclismo e calcio ma c’è spazio anche per vela, golf, tiro al bersaglio, ping-pong, badminton e bocce.

Nazioni senza Stato
Per far capire al lettore in che dimensione ci si muove: l'edizione del 2017 s'è svolta a Gotland, un'isola "svedese" in mezzo al Mar Baltico fra il paese scandinavo prima citato e la Lettonia mentre l’ultima in ordine cronologico si è svolta a Gibilterra (sebbene tecnicamente non sia un’isola, ma è l’unica eccezione di questi giochi).

Tra le nazioni partecipanti ci sono le isole Åland (arcipelago finlandese di più di 6.500 ‘atolli’ ma di lingua svedese; tecnicamente autonome dal governo di Helsinki e pure smilitarizzate), la Groenlandia e le Faroe (in regime di autogoverno ma dipendenti dalla corona danese), l’isola di Gozo (Malta), Minorca (Spagna) e moltissime altre isole appartenenti alla corona britannica (Cayman, Falkland, Isola di Man, Isola di Wight, Jersey, Sant’Elena e via dicendo).
Ad edizioni alterne hanno partecipato anche l’isola di Rodi (Grecia), l’Islanda, l’Isola del Principe Eduardo (Canada) e Malta. Guernsey stessa, l’isola che ospita la XIX edizione, è un’isola che fa parte del Commonwealth ed è situata nello stretto della Manica. E, sebbene si parli inglese come lingua ufficiale, gli abitanti utilizzano anche il francese, nonché il dialetto locale.

Gli organizzatori dei NatWest International Island Games hanno svelato il programma sportivo nei primi giorni del mese di maggio di quest’anno: ci sono 205 eventi in programma e nei sei giorni di sport si attiverà anche la diretta streaming.

Fermento sull’isola
La piccola comunità dell’isola (63.950 abitanti) è già in fermento dall’inizio di quest’anno e, subito dopo la rivelazione del programma, gli isolani hanno iniziato non soltanto ad addobbare le strade e i palazzi ma anche a premiarne il migliore. C’è anche un concorso pubblico si fa sul serio: c’è anche una mail a cui inviare il proprio addobbo e concorrere (info@guernsey2023.gg). Quello giudicato più bello si intascherà 100 sterline. “Sii colorato e creativo quanto vuoi”, recita il comunicato, “divertiti, sventola bandiere dai balconi, appendile alle finestre, adorna il tuo giardino”. E non c’è obbligo di esporre le bandiere dell’Isola di Guernsey, si possono scegliere le effigi di tutte le nazioni partecipanti. Lo ha riportato nelle scorse settimane persino la «Bbc» e lo ha anche ribadito Amanda Hibbs, responsabile della comunicazione e degli eventi dei Giochi che ha dichiarato come voglia vedere l’isola brillare di colori per accogliere nel migliore dei modi gli atleti che accorreranno: «Sono stati anni difficili ma dopo [questo periodo] gli Island Games riporteranno il sorriso sui volti delle persone».

La partecipazione della Groenlandia
Uno tra i dati più curiosi di questi giochi è la partecipazione dell’isola più grande del mondo. Che si possa credere o meno, esiste un campionato di calcio in Groenlandia (sia maschile che femminile). È strutturato in tre fasi: locale, regionale e “nazionale” (ma è più corretto chiamarla “finale”), quest’ultima divide le squadre in due gruppi (A, B), solitamente non più di 12. Il tutto si svolge nell’arco di un mese, poco meno, a seconda del tempo. Nel senso meteorologico del termine. Le fasi locali si tengono attorno a ferragosto, momento clou del GM (l’acronimo del campionato). La fase finale si gioca su un campo solo, quello di Nuuk, recentemente rimesso a nuovo e in erba sintetica, fino a qualche anno fa in terra battuta. Ma che nessuno t(r)emi: il romanticismo del campionato più "a nord" del Pianeta Terra non è stato affatto minato dalla colonizzazione del verde artificiale: gli spalti sono sempre i “soliti”: la partita la si guarda dalle rocce, liberamente e senza pagare nulla. 

Per comprendere pienamente quel che significa il calcio groenlandese bisogna saper astrarsi dalla quotidianità del calcio milionario, degli stadi vuoti, di pay-tv, dei giocatori considerati vecchi alle soglie dei trent'anni: i limiti di età in Groenlandia, semplicemente, non esistono. Nell’edizione del 2018, in una partita fra le squadre Kugsak-45 di Qasiggiannuit, (insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e Nagdlunguaq-48 di Ilulissat (terza città del Paese), si sono affrontati il più vecchio e il più giovane calciatore di sempre del campionato: Jonas ‘Kidi’ Hansen e Nemo Thomsen, segnando l’uno il gol della bandiera gol e l’altro una tripletta in una partita che ha avuto ben poco da dire terminando 1-13 per il N-48, compagine arrivata in finale e sconfitta per 2 a 0 dal B-67. 

A sinistra Jonas Hansen (47 anni),
a destra Nemo Thomsen (14)

fonte foto:
NBU - Nuuk Boldspil Union
GM 2019 ©
Jonas Hansen, il più vecchio, aveva all’epoca della partita 47 anni e 357 giorni mentre Nemo Thomsen, il più giovane, ne aveva da poco compiuti 14: due mondi a confronto, sebbene provenienti dallo stesso Paese, dato che Hansen gioca per la polisportiva del suo paese da sempre e, nonostante il blasone del Nagdlunguaq, per il Kugsak-45 l’importante era essere presente alla fase finale. Il titolo quell’anno è tornato al B-67, la “Juventus” della Groenlandia. E sebbene la nazionale maschile del paese ai Giochi non abbia vinto mai nulla, ci ha pensato la nazionale femminile nel 2011 con un bronzo che ha spiazzato tutti i presenti, andandosi a prendere coraggiosamente l’1-0 (al 75’) nella partita valida per la terza medaglia contro la rappresentativa delle Westerns Isles (Scozia).




Calcio femminile in Groenlandia: parla Jakob Geisler, allenatore dell'IT-79

Foto Knud Peter ©
La voce dagli antoparlanti del computer arriva chiara e limpida: sembra che stia telefonando in un'altra città italiana o stia parlando da un quartiere all'altro di Roma.
E invece Jakob Geisler risponde tramite Skype dalla lontanissima Nuuk, capitale della Groenlandia.
Geisler è allenatore di calcio a 11 della squadra femminile dell'IT-79 (Inuit Timersoqatigiiffiaq), una delle tre squadre della Capitale: «il livello del calcio femminile si sta abbassando e anche di molto», dice Geisler: «mancano fondi e non abbiamo strutture adeguate». Così come a Roma anche a Nuuk nessuno ha davvero a cuore le sorti dell'"altra metà del calcio": «provo ad allenare le ragazze al meglio che posso con i mezzi che abbiamo».

In Groenlandia «tra le ragazze va molto forte il calcio a 5 (futsal) e la pallamano (handball)», dice l'allenatore viola-nero: «il livello del calcio a 5 è decisamente migliore: le calciatrici sono di livello molto alto». L'allenamento all'interno di strutture coperte, così come lo svolgimento di campionati, è facile da immaginare, è la chiave di Volta per il raggiungimento di un livello superiore che attualmente non c'è nel calcio a 11. «Il livello del calcio a 11 - dichiara Geisler - si è abbassato a causa della mancanza di una vera e propria rappresentativa: una nazionale avrebbe bisogno di fondi necessari per poter raggiungere competizioni e tornei internazionali, ma questo non accade».

È bene ricordare che nel 2011 la nazionale femminile della Groenlandia raggiunse la medaglia di bronzo agli Island Games così come nel 2013 la medaglia d'argento venne conquistata all'edizione dei medesimi giochi, svoltisi a Bermuda, tanto dalla compagine maschile quanto da quella femminile. 
Jakob Geisler - foto © Knud Peters
Possiamo immaginare come lo sforzo profuso dalla federazione groenlandese sia stato ingente e - forse - non c'è possibilità al momento di rendere stabile la rappresentativa nazionale femminile.

Certo è che, nonostante tutto, il calcio groenlandese ha fatto dei passi in avanti notevoli dal punto di vista dello sviluppo di alcune rigidità e strutture: basti pensare al terreno di gioco. Molte sono le immagini che circolano su canali d'informazione nazionali, nonché sui social media, dei nuovi campi in erba sintetica prospicienti agli iceberg, su questo Geisler non ha dubbi: «preferisco di gran lunga l'erba sintetica», ha dichiarato. «L'erba sintetica permette una maggiore fluidità nei movimenti delle calciatrici (e dei giocatori in generale) così come nel controllo della palla», ha dichiarato l'allenatore dell'IT-79, «ora è molto meglio: possiamo correre più velocemente, cambiare direzione più rapidamente». In altre parole: tanto l'allenamento quanto le partite ufficiali hanno beneficiato del cambio di terreno dei campi da gioco della Groenlandia. 

Contrariamente a quanto avevamo scritto in precedenza il campionato femminile non è ancora partito: «siamo fermi a causa delle restrizioni dovute dal Covid-19», afferma Geisler, «non sappiamo ancora quando potremo ricominciare a disputare partite di campionato: ancora non abbiamo notizie certe a riguardo».


Campionato groenlandese: al via la fase locale. Partito il campionato femminile

© redbull.com
La prossima settimana è quella buona: stando alla pagina Facebook della federazione groenlandese di calcio, a partire dal 14 luglio si terranno le partite valide per le fasi locali del campionato più a nord della Terra. 
La prima settimana di confronti calcistici (14-16 e 17-19 luglio) sul rettangolo verde vedrà fronteggiarsi le squadre che intendono primeggiare alle fasi locali del campionato, dunque potremmo chiamare questa prima fase di scrematura "fase preliminare" o "comunale". Le cittadine (o città) più organizzate delle varie zone amministrative in cui la Groenlandia è divisa hanno l'onore e l'onere di prendere parte all'organizzazione del torneo assieme alla federazione calcistica del paese.

Groenlandia del nord: Uummannaq
Le prime a scendere in campo saranno le squadre appartenenti alla zona nord della Groenlandia, più precisamente del territorio di Uummannaq, e le squadre che si confronteranno saranno le seguenti: Eqaluk 56, FC Malamuk e Amaroq 53. L'ultima tra le squadre citate sarà da monitorare per  capire se sarà in grado di tenere testa alle due ben più quotate compagini di Eqaluk e Uummannaq: l'Amaroq, in effetti, non si iscriveva alle fasi preliminari del campionato dal 2013 quando la squadra era denominata Amaroq Saattut e terminò all'ultimo posto. Senza dubbio, in effetti, l'FC Malamuk sarà la squadra da battere di questo mini-girone a tre.

Groenlandia centrale: Sisimiut
Il 17 e il 18 luglio, invece, scenderanno in campo le squadre appartenenti al territorio di Sisimiut: SAK (acronimo di Siumut Amerdlok Kunuk), S-68 e Aqissiaq rispettivamente delle città di Sisimiut (SAK e S-68) e Maniitsoq. Anche in questo caso sarà interessante monitorare quali saranno gli sviluppi del mini-girone in relazione all'Aqissiaq, storica compagine di Maniitsoq, che non prendeva parte alla GM Championship da molti anni.
È utile ricordare come la cittadina di Maniitsoq, negli ultimi decenni, sia stata sempre rappresentata dalla squadra biancorossa Kagssagssuk Maniitsoq.

Groenlandia centrale: Baia di Disko
Certamente più avvincente saranno le gare che si disputeranno dal 14 al 19 luglio: le squadre appartenenti alle cittadine e villaggi della Baia di Disko sono tra le più quotate e meglio organizzate, dopo quelle afferenti alla capitale Nuuk. Scenderanno in campo le seguenti compagini: Aqisseq (altra squadra di Maniitsoq), Tupilaq 41 (di Aasiaat), Kugsak (del villaggio di Qasigiannguit, talvolta scritta anche come K-45), Disko-76 (di Qeqertarsuaq) e G-44 (anche quest'ultima di Qeqertarsuaq). In questo girone saranno certamente le squadre di Qasigiannguit e Qeqertarsuaq a primeggiare, tuttavia il campionato groenlandese riserva sempre grosse sorprese, dunque è bene non sottovalutare aprioristicamente le squadre di Aasiat e di Maniitsoq.

Vecchi e giovani
A sinistra Jonas Hansen (47 anni), a destra Nemo Thomsen (14)
fonte foto: NBU - Nuuk Boldspil Union GM 2019 ©
Per comprendere pienamente quel che significa il calcio groenlandese bisogna saper astrarsi dalla quotidianità del calcio milionario, degli stadi vuoti, di pay-tv, dei giocatori considerati vecchi alle soglie dei trent'anni: i limiti di età in Groenlandia, semplicemente, non esistono. Lo scorso anno infatti, in una partita fra K-45 e N-48, si sono affrontati il più vecchio e il più giovane calciatore del campionato: Jonas ‘Kidi’ Hansen e Nemo Thomsen, segnando l’uno il gol della bandiera gol e l’altro una tripletta, in una partita che ha avuto ben poco da dire, terminando 1-13 per il N-48 (Nagdlunguak della città di Ilulissat), compagine arrivata in finale e sconfitta per 2 a 0 dal B-67.
Jonas Hansen, il più vecchio, ha disputato la partita a 47 anni e 357 giorni mentre Nemo Thomsen, il più giovane ne aveva da poco compiuti 14: due mondi a confronto, sebbene provenienti dallo stesso Paese, dato che Hansen gioca da sempre per la polisportiva del suo paese (Qasigiannguit, insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e, nonostante il blasone del Nagdlunguaq, per il Kugsak-45 l’importante era essere presente alla fase finale.

Non solo uomini: al via le fasi locali del campionato femminile
Cinque giorni fa si è svolta la partita valevole per le fasi locali del campionato di calcio femminile della Groenlandia. A scontrarsi sono state le compagini dell'I-69 e dell'N-48, rispettivamente appartenenti alla città di Ilulissat: subito un derby! Le squadre si sono date battaglia per 90 minuti ma il campo ha decretato l'I-69 come vincitrice per 3 reti a 0.
Qui alcuni scatti dagli spalti:





Groenlandia, partono i campionati

Il campionato groenlandese di calcio partirà. Questa è la notizia diramata dall'associazione calcistica KAK, associazione sportiva groenlandese a mezzo Facebook e ripresa dal giornale danese-groenlandese Sermitsiaq: «La Federazione calcistica groenlandese Kak ha dichiarato che le partite di qualificazione dei campionati di calcio, maschili e femminili, possono essere disputati in tutta sicurezza». La Groenlandia, dunque, rimette in moto la macchina del campionato calcistico: si parte fra tre settimane: «i campionati dei territori comunali - spiega il quotidiano Sermitsiaq - possono essere utilizzati come partite di qualificazione per le fasi finali» che solitamente si svolgono nel mese di agosto. Stop, invece, ai campionati giovanili: l'annullamento dei tornei ha colpito le categorie Under 15 e Under 18 a causa del ritiro di molte città ospitanti con conseguenti problematiche relative ad alloggi e pernottamenti.

Nuovo sponsor tecnico
La Federazione calcistica groenlandese ha, inoltre, concluso un accordo tecnico con la blasonata "Macron" per una «sponsorizzazione pluriennale»: «Un accordo di enorme importanza - ha dichiarato Finn Meinel della federazione - per continuare a rendere professionistico e professionale il futsal e il calcio a 11 groenlandese con partnership a lungo termine di questo genere».

Come si svolge il campionato groenlandese
Il campionato di calcio è strutturato in tre fasi: locale, regionale e “nazionale” (ma è più corretto chiamarla “finale”), quest’ultima divide le squadre in due gruppi (A, B), solitamente non più di 12. Le fasi locali si svolgono prima della settimana di ferragosto, momento clou del GM, l'acronimo del campionato di calcio dell'isola. La fase finale si gioca su un campo solo, quello di Nuuk, recentemente rimesso a nuovo e in erba sintetica, fino a qualche anno fa in terra battuta. Ma che nessuno t(r)emi: il romanticismo del campionato più a nord del Pianeta Terra non è stato affatto minato dalla colonizzazione del verde artificiale: gli spalti sono sempre i soliti, ovvero, la partita la si guarda dalle rocce, liberamente, senza pagare nulla.

La piccola cittadina di Asiaat e il nuovo campo in erba sintetica.

Groenlandia, un Paese che non conosciamo

La Groenlandia 51° stato americano? Lo stato con il più alto tasso di suicidi al mondo interessa agli Usa per le sue materie prime. Ma i primi ministri, danese e groenlandese, chiudono la porta: “Non siamo in vendita”

I sostenitori di Trump fanno già sul serio: hanno dato alle stampe una maglietta raffigurante tutti i 51 Stati degli Stati Uniti d'America. Già, uno in più: la Groenlandia. I Repubblicani non scherzano: esortano il Presidente Donald Trump ad usare la notizia dell'estate come argomento per la campagna elettorale. È bene, tuttavia, fare un passo indietro. Ferragosto, il «Wall Street Journal» riporta una dichiarazione del Presidente americano Donald Trump in cui ammette di voler presentare un'offerta al Governo danese per l'acquisto della Groenlandia. La data della proposta sarebbe stata fissata nel corso del mese di settembre, momento in cui era già in programma l'incontro bilaterale Danimarca-Usa. L'affermazione – riporta il «WSJ» - è stata pronunciata agli assistenti di Trump «con diversi gradi di serietà». Il rischio boutade estiva era dietro l'angolo, tuttavia la notizia ha fatto il giro di tutti i giornali e portali d'informazione del Mondo, tale è stata la sua portata: l'America vuole mettere mano al portafoglio per comprare l'isola più grande della Terra, così come fece – d'altra parte – Henry Truman nel 1946 compiendo il primo passo e formulando un'offerta per l'acquisto della Groenlandia.

La Groenlandia, Donald Trump a parte, fa gola agli Stati Uniti da diversi anni perché in una posizione strategica per l'area, per le materie prime di cui è ricca, così come – probabilmente – colma di petrolio e gas naturale. E poi, ancora, per lo zinco, il carbone, il rame. Senza contare il fatto che gli Usa posseggono già una base militare a Thule. Qualora l'isola dovesse diventare, davvero, il 51esimo stato americano le basi militari prolifererebbero verosimilmente in tutto il territorio groenlandese.

La parola contraria (groenlandese e danese)
«Non siamo in vendita», così la Primo ministro danese Mette Frederiksen (in quota socialdemocratica) ha chiuso le porte a Trump ma, dopo aver respinto duramente la proposta americana, il funambolico presidente repubblicano ha annullato l'incontro previsto per settembre. Come a dire: niente vendita della Groenlandia? Allora non abbiamo niente da dirci.

Contrarietà e diniego sono arrivati anche dalla parte groenlandese della politica, in regime di autogoverno ma formalmente appartenente alla corona danese e rappresentata – per questo – al Folketing (Parlamento danese): il Primo ministro Kim Kielsen (Siumut – socialdemocrazia groenlandese) ha fermamente risposto che la Groenlandia è un paese indipendente, sovrano e che non ha costo perché non sul mercato, così come la sinistra indipendentista rappresentata dal partito Inuit Ataqitigiit, seconda organizzazione politica del paese.

La questione sociale: i suicidi
La Groenlandia possiede un primato non molto edificante: è il primo paese al mondo per quanto riguarda i suicidi: il tasso annuale è di 100 persone per 100.000 abitanti che decidono di farla finita.  Persino il Giappone possiede un tasso più basso (51 per 100.000) nonostante abbia documentata un'«epidemia suicida» specialmente tra gli adolescenti.

Secondo Bodil Karlshøj Poulsen, direttore del centro di salute pubblica groenlandese: «Ogni giovane abitante conosce un amico o un parente che si è suicidato». La modernità è stata la causa della depressione e della disperazione groenlandese: tra il 1900 e il 1960 i dati relativi ai suicidi erano davvero bassi e decidevano di togliersi la vita solo 0,3 persone su 100.000. Dal 1970 tutto cambia e si arriva al picco del 1986 in cui la cittadina simbolo dei suicidi divenne Sarfannguaq, con soli 150 residenti. Poulsen ha riferito in un'intervista al portale statunitense «Slate» come dagli anni ‘70 in poi la depressione sia cresciuta enormemente nella popolazione groenlandese: «La cura? Non l'abbiamo, ma lo sport ha un impatto positivo enorme». Sia il calcio che la pallamano, infatti, sono considerati sport nazionali e le strutture per praticare queste discipline migliorano di anno in anno, così come la qualità e i risultati internazionali, soprattutto per quel che riguarda la pallamano, dal momento che la Fifa stenta a riconoscere la Groenlandia come nazionale.

I rispettivi governi (danese e groenlandese), tuttavia, da anni studiano la questione e dal 2013 è stato avviato un piano di 6 anni per sensibilizzare gli abitanti tutti sul tema, intervenire con atti concreti e attuare misure di prevenzione.

La Casa Rossa: l'esempio di Robert Peroni a Tasiilaq
Robert Peroni, italiano altoatesino, da circa 40 anni ha deciso di andare a vivere in Groenlandia, nella parte più depressa e svantaggiata del Paese, ovvero quella rivolta ad est. Oriente e occidente della Groenlandia rappresentano mondi completamente diversi, sebbene appartengano alla stessa entità nazionale e statale: nella parte occidentale, più riparata dalle correnti glaciali, è presente la capitale Nuuk, sede universitaria internazionale, e tutte le maggiori cittadine in cui è possibile trovare un impiego lavorativo. La parte orientale è legata alla caccia e alla pesca, dunque ancora seminomade.

Nella cittadina di Tasiilaq, che conta poco più di 1.800 abitanti, Robert Peroni ha aperto la ‘Casa Rossa', uno spazio aperto in cui sì fare turismo nelle stagioni in cui c'è più afflusso di gente da ogni parte del Mondo, ma anche un luogo in cui 

«tutte le persone del posto possono trovare riparo, un pasto caldo senza bisogno di pagare e in cui trovare un po' di quiete perché spesso si ubriacano e la loro abitazione non diventa più ‘tranquilla' come dovrebbe essere».

Oltre ad essere esploratore, alpinista e – ora – guida turistica, Robert Peroni ha scritto tre libri tutti per Sperling&Kupfer («I colori del ghiaccio», «Dove il vento grida più forte», «In quei giorni di tempesta») in cui racconta la sua permanenza e il rapporto sempre più intimo che ha avuto con gli inuit nel corso degli anni.

L'alcolismo e la disoccupazione sono fattori con cui gli abitanti di Tasiilaq devono sempre più fare i conti, Peroni a più riprese ha avuto modo di prendersela con Greenpeace e organismi internazionali che piacciono molto agli occidentali perché difendono gli animali (in questo caso la foca) ma che non hanno il polso della situazione groenlandese: «per loro sono solo un italiano pazzo», ha detto anni fa a Pierfrancesco Diliberto (Pif), che era andato ad incontrarlo a Tasiilaq per conto di Mtv e della sua trasmissione «Il Testimone».

In questa fase storica i groenlandesi «hanno paura del futuro: non esiste nella loro lingua una parola per poter parlare del futuro», ha più volte detto Peroni. 

«Noi – ha affermato – parliamo  sempre del ”dopo", del ”futuro" ma loro no, anzi, hanno paura di quello che accadrà: l'uomo bianco (in lingua locale, il kalaallisut, qattunaa, in senso dispregiativo), gli ha tolto tutto perfino l'orgoglio di cacciare», 

dal momento che l'occidente

 «ha impedito loro di sostentarsi con la foca e la balena, nonostante abbiano quote severissime e regole molto dure per il rispetto degli animali», 

al contrario di quel che avviene in altri paesi come il Giappone che cacciano in maniera scriteriata i cetacei non per sostentarsi ma per scopi commerciali.

La Casa Rossa serve a creare un ponte:

«Bisogna sostenere la popolazione locale in preda alla depressione, all'alcolismo e di qualcosa che non conoscono ma che temono; parliamo di quello che potremmo fare molto spesso e l'importante è essergli vicini e capire le ragioni di un popolo pacifico, che non conosce la guerra e lo sfruttamento tra simili».

Certo è che, come ha sostenuto lo stesso Robert Peroni a Tv2000:  

«Gli inuit dovranno necessariamente imparare dall'uomo bianco e dalle sue usanze nonostante egli non abbia affatto ragione»

Pena la scomparsa di una cultura millenaria.



Pubblicato sulla sezione Tuttogreen de La Stampa il 7 dicembre 2019 [aggiornato il 25 novembre 2019]: https://www.lastampa.it/tuttogreen/2019/09/07/news/groenlandia-un-paese-che-non-conosciamo-1.37413836/

In Groenlandia si gioca [solo] a ferragosto

Un momento della finale fra B-67 e N-48.
Foto di Dida Heilmann
Il campionato groenlandese, iniziato il 12 agosto e terminato il 19 dello stesso mese, verrà ricordato certamente per la sua brevità, ma il GM2018 (così si chiama) ha incoronato vincitrice la squadra di Nuuk che detiene più vittorie delle altre: il B-67. I biancazzurri della capitale groenlandese, infatti, hanno all'attivo ben 13 vittorie stagionali. Nella scorsa edizione il B-67 ha visto sfumare il titolo in finale contro l'IT-79, squadra anch'essa di Nuuk, la quale ha soffiato la vittoria alla Juventus del calcio groenlandese - si parva licet - solo ai rigori.

L'ultima frontiera del football
Il campionato di calcio è strutturato in tre fasi: locale, regionale e “nazionale” (ma è più corretto chiamarla “finale”), quest’ultima divide le squadre in due gruppi (A, B), solitamente non più di 12. Le fasi locali si svolgono prima della settimana di ferragosto, momento clou del GM. La fase finale si gioca su un campo solo, quello di Nuuk, recentemente rimesso a nuovo e in erba sintetica, fino a qualche anno fa in terra battuta. Ma che nessuno t(r)emi: il romanticismo del campionato più "a nord" del Pianeta Terra non è stato affatto minato dalla colonizzazione del verde artificiale: gli spalti sono sempre i soliti, ovvero, la partita la si guarda dalle rocce, liberamente, senza pagare nulla.

Foto di Dida G. Heilmann

Lo stesso campo fotografato da Dida Heilmann nella finale, qualche anno fa nella partita fra G-44 e FCM si presentava così:


Per comprendere pienamente quel che significa il calcio groenlandese bisogna saper astrarsi dalla quotidianità del calcio milionario, degli stadi vuoti, di pay-tv, dei giocatori considerati vecchi alle soglie dei trent'anni: i limiti di età in Groenlandia, semplicemente, non esistono. Quest'anno infatti, in una partita fra K-45 e N-48 si sono affrontati il più vecchio e il più giovane calciatore del campionato: Jonas ‘Kidi’ Hansen e Nemo Thomsen, segnando l’uno il gol della bandiera gol e l’altro una tripletta, in una partita che ha avuto ben pco da dire, terminando 1-13 per il N-48 (Nagdlunguak della città di Ilulissat), compagine arrivata in finale e sconfitta per 2 a 0 dal B-67.
A sinistra Jonas Hansen (47 anni), a destra Nemo Thomsen (14)
fonte foto: NBU - Nuuk Boldspil Union
Jonas Hansen, il più vecchio, ha 47 anni e 357 giorni mentre Nemo Thomsen, il più giovane ne ha da poco compiuti 14: due mondi a confronto, sebbene provenienti dallo stesso Paese, dato che Hansen gioca per la polisportiva del suo paese da sempre (Qasigiannguit, insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e, nonostante il blasone del Nagdlunguaq, per il Kugsak-45 l’importante era essere presente alla fase finale. Il titolo torna al B-67 e l’allenatore vola in Svezia La vittoria finale del campionato è tornata alla squadra biancazzurra di Nuuk, che ha sconfitto il Nagdlunguaq di Ilulissat in finale, relegando al terzo posto l’IT-79, vincitrice lo scorso anno. 

Il calcio groenlandese vola in Svezia!
La notorietà della squadra groenlandese, per la prima volta, ha suscitato interesse all’estero, tanto che l’allenatore volerà in Svezia: «Tekle Ghebrelul, lascia il club e si trasferisce in Svezia», lo assicura «Sermitsiaq», quotidiano groenlandese/danese, «nelle prossime due stagioni sarà in prima linea all’Örebro futsal club, squara della Serie A svedese. “Non è stata una decisione facile lasciare il B-67, ma il tempo è maturo per provare qualcosa di nuovo: sono stato in Svezia a vedere le strutture [dell’ Örebro ndt] e sono rimasto molto soddisfatto di quello che ho visto. Forse è anche buono per il B-67, che avrà possibilità di provare qualche nuovo percorso”, ha detto Tekle Ghebrelul».

A questo link https://www.youtube.com/watch?v=402S5t0WYZY&list=PLFC2546CC82E9E93F potrete rivedere le partite della fase finale trasmesse dall'emittente locale KNR e riprese da OtherFootball, canale che raccomando di seguire ai nicchisti come il sottoscritto. 

Aputsiaq Birch nella "hall of fame" del calcio groenlandese

 

Il difensore centrale della B-67 entra, a pieno titolo, nella hall of fame della squadra e del calcio groenlandese. «Grande visione di gioco e controllo della palla, anche in situazoni di pressione», viene definito così dallo staff della B-67. Perché entra di diritto nella storia del club biancoblu? Perché ha raggiunto 148 partite in prima squadra fra il 2003 e il 2017, segnando 8 gol e diventando «uomo partita» per ben 10 volte.
Per prima squadra, si intende, ovviamente quella di calcio a 11 outdoor dato che in Groenlandia si gioca indoor per quasi tutto l’anno praticando calcio a 11, a 5, handball (pallamano) e altri sport: solo per tre mesi l’anno il clima consente di disputare partite all’esterno e di imbastire il GM Championship, la massima (unica) serie groenlandese di calcio, precedentemente anche sponsorizzata dalla Coca-Cola. I campi da gioco sono tutti in terra battuta eccetto due, quello di Nuuk e uno a Qaqortoq, come descritto dal «Guardian» nel 2014: «negli anni recenti il calcio groenlandese ha compiuto un balzo in avanti, grazie al campo in erba sintetica di Qaqortoq. La nazionale partecipa agli "Islands Games" sin dal 1989». Nell'ultima edizione del campionato, vinto inaspettatamente dall'IT-79 proprio sulla B-67, le finali si sono disputate nel nuovo campo sintetico di Nuuk.
Il campionato di calcio a 11 outdoor è strutturato in tre fasi: locale, regionale e finale, quest’ultima raggruppa due gironi, due gruppi di 6 squadre, le due prime in classifica si contenderanno la vittoria del campionato stesso. Non esistono spalti nel campionato groenlandese e si può osservare la partita dalle imponenti rocce al lato del campo e capita, in alcuni "impianti" di alcune cittadine più piccole, che il pallone finisca in acqua.

Il campo di Nuuk prima del manto sintetico (fino al 2016)


In Groenlandia si gioca (indoor) anche in inverno quando fuori fa... -16°!

Foto © Leiff Josefsen - «Sermitsiaq»

A Nuuk è andata in scena la Polar Seafood Cup, una coppa di futsal indoor a cui partecipano calciatori e calciatrici di categorie giovanili (U17, U15, U13), compresi i piccoli U9 della B-67 di Nuuk di quest'anno: arrivati quarti avendo fronteggiato i ragazzi più grandi nel girone. 

 
Oltre il campionato di futsal, in questi giorni a Nuuk si è tenuta la Polar Seafood Cup. Tutti e tre i club partecipanti, B-67, GSS e N-48 hanno conquistato delle medaglie nel torneo che si è tenuto a Nuuk in questi giorni di Febbraio. «Molti bambini e adolescenti partecipanti hanno disputato, oltre alla coppa, anche partite di campionato nel fine settimana [organizzato dalla Nuuk Boldspil Union nda]», ha dichiarato Finn Meinel, allenatore della B-67 a «Sermitsiaq», testata bilingue danese/groenlandese.Per la categoria Under 11 (U11) hanno partecipato tre squadre della B-67 e due della GSS: la squadra biancoblu si è aggiudicata sia oro che bronzo lasciando ai giallorossi della GSS l’argento. Non solo U11: la squadra Under 9 della B-67, infatti, ha partecipato il torneo fronteggiando giocatori più grandi e guadagnando un ottimo 4° posto nel girone
 
Sorprendente vittoria nella U13 
La squadra U13 della GSS ha sorprendentemente vinto in finale contro la compagine favorita dell’N-48: la squadra di Ilulissat era riuscita a raggiungere la fase finale nonostante la sconfitta con la B-67 nel corso del campionato. La squadra di Ilulissat non ce l'ha fatta e contro i giallorossi è caduta completamente nella parte finale della gara. La GSS aveva raggiunto la fase finale a seguito della partita vinta contro la B-67: «Regin Thomsen ha giocato molto bene, insieme ai suoi compagni Ringsted e Berthelsen», ha dichiarato Finn Meinel. 
 
B-67 Ragazze imbattute 
La compagine Under 17 femminile biancoblu è rimasta imbattuta per tutta la durata del torneo: le ragazze hanno messo a ferro e fuoco il torneo vincendo ogni gara e aggiudicandosi l’oro. Il secondo posto è toccato all’IT-79.

In Groenandia si discute la nuova Costituzione. IA: «Sia inclusiva»

Il gruppo parlamentare dell’organizzazione di sinistra indipendentista Inuit Ataqatigiit (Comunità inuit) ha nominato Debora Kleist come nuovo membro della Commissione Costituzionale. Da tempo, infatti, la Camera groenlandese (Inatsisartut) ha creato un’apposita commissione per redigere una nuova Costituzione e l’IA sta lavorando alacremente affinché essa dia un risultato inclusivo e non esclusivo.

«Non vediamo l’ora di continuare il lavoro in Commissione Costituzionale: un popolo libero è un popolo in cui tutti gli individui hanno una libertà interiore e vivono liberi da pregiudizi, dalla discriminazione e dall’oppressione», si legge in una nota redatta dal partito. «Il fatto che ci debba essere "spazio per tutti" è un principio cardine: l’IA l’ha posto con la massima attenzione e priorità nell’agenda dei lavori della Commissione» che lavorerà alla stesura della nuova Costituzione. La Carta fondamentale «deve includere i diritti civili e politici di tutti i cittadini».


«Per noi - continua la nota - è fondamentale che tutti quelli che si identificano come groenlandesi siano riconosciuti come tali, tuttavia allo tesso tempo dobbiamo essere all’altezza dei nostri obblighi verso le minoranze. In altre parole: dobbiamo essere inclusivi e non esclusivi e questo vale per quel che riguarda ogni identità culturale (lingua, etnia etc), abbiamo bisogno di tutti».
Il logo dell'Inuit Ataqatigiit 
(Comunità Inuit)

L’Inuit Ataqatigiit continuerà a lavorare intensamente in Commissione Costituzionale affinché si portino avanti questi valori: «il lavoro per la redazione della Carta Fondamentale deve unire il Paese e il popolo, non dividerlo».

L'Inuit Ataqatigiit e le elezioni: «Non promettiamo nulla, valuteremo a urne chiuse» 

L’IA è un’organizzazione politica di sinistra radicale, indipendentista,  che ha visto crescere i propri consensi strappandoli ai socialdemocratici di Siumut (partito affiliato alla socialdemocrazia danese) e con cui recentemente ha stipulato un accordo di Governo: alle elezioni parlamentari del 2014 ha ottenuto il 33,3% dei voti, mantenendosi sulle stesse cifre della precedente tornata elettorale. Nell’autunno del 2018, con tutta probabilità, si terranno le elezioni parlamentari in Groenlandia e la presidente dell’IA Sara Olsvig ha smentito le voci di una coalizione elettorale con i socialdemocratici di Siumut: «Non voglio rifiutare o promettere nulla a riguardo. Vediamo quel che esce dalle urne e quali opportunità si presenteranno successivamente», ha dichiarato a riguardo la Olsvig all’agenzia KNR, spiegando che per l’IA è importante mantenere la stabilità e la leadership nel Paese affermando come il partito abbia «contribuito a garantire una direzione chiara nella guida della Groenlandia».