Qualche dato
Un blog in cui scrivo tutto quello che mi occupa e mi pre-occupa. Ma anche di molto (troppo) altro.
Calcio on the rocks - il manifesto
Qualche dato
Groenlandia: parte la stagione calcistica 2023. [E c'è più di una sorpresa]
Ma andiamo con ordine.
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| L'IT-79 femminile allenata da Jakob Geisler nel 2019 |
Per la verità lo stesso Jakob Geisler tre anni fa denunciava: «Il livello del calcio a 11 [femminile] si è abbassato a causa della mancanza di una vera e propria rappresentativa: una nazionale avrebbe bisogno di fondi necessari per poter raggiungere competizioni e tornei internazionali, ma questo non accade».
In che senso "faremo di tutto"? Nel senso che per arrivare dall'altra parte del paese ci vuole un bel po' di tempo: tre aerei e pure un piccolo spostamento in barca per raggiungere il campo di Qaqortoq. Gli atleti della rappresentativa di Ittoqqortoormiit sono 13 (praticamente contati) più l'allenatore-giocatore (ma su quest'ultimo dato non ci metterei la mano sul fuoco). Hammeken ha anche dichiarato che, nonostante la grande emozione di essersi qualificati all'edizione del GM, molti giocatori non potranno partecipare alla finale. Motivo? La stagione della caccia. La parte Est del paese è completamente differente dall'occidentalizzata costa Ovest e la caccia rappresenta il primo (se non in alcuni casi l'unico) mezzo di sostentamento non solo per nuclei familiari ma per villaggi interi.
K-1933 della città di Qaqortoq
IT-79 della città di NuukB-67 della città di Nuuk
Nagtoralik della città di Paamiut
N-48 della città di Ilulissat
UB-83 della città di Upernavik
G-44 della città di Qeqertarsuaq
Grandi assenti di quest'anno il Nuk, il Sak di Sisimiut, il Malamuk di Uummannaq nonché l'Eqaluk-54 di Tasiusaq.Terre rare, è ‘battaglia legale’ per il giacimento di Kuannersuit (Kvanefjeld)
Stando al quotidiano groenlandese «Sermitsiaq»:
«La richiesta di risarcimento presentata dalla Etm al tribunale arbitrale della Danimarca è di 76 miliardi di corone danesi» in conseguenza del rifiuto del governo groenlandese di procedere affermativamente con qualsiasi tipo di attività estrattiva. L’istanza è «lunga più di cinquecento pagine e comprende fino a mille appendici»2.Nel comunicato stampa prodotto dalla società si legge che il soggetto della controversia sarebbe la società Greenland Minerals controllata al 100% da Etm e sarebbe titolare «di licenza di esplorazione»3, legata all’individuazione di terre rare a Kuannersuit.
Ma andiamo con ordine.
Kuannersuit è il sesto giacimento di uranio al mondo, ma è anche il sito più ricco di terre rare di tutto il globo. Secondo stime effettuate dalla stessa società Etm4 si sostiene che vi si possa trovare «oltre un miliardo di tonnellate di risorse minerarie nell’area»5 in particolare il neodimio, materiale importantissimo perché impiegato nella realizzazione di nuove tecnologie nonché di auto elettriche. Proprio per questo Donald Trump, già Presidente Usa, aveva pubblicamente dichiarato l’interesse all’acquisto dell’intera isola, suscitando indignazione da più parti, non solo in Groenlandia.
Inizialmente il partito socialdemocratico Siumut, ininterrottamente al governo del paese dal 1979, aveva acconsentito all’interlocuzione con la società nonché a generici progetti di individuazione ed estrazione. Due anni fa, 2021, le elezioni le vince il partito di sinistra radicale e indipendentista Inuit Ataqtigiit (Ia). In Italia Ia viene subito catalogato come “ambientalista”: in realtà Inuit Ataqtigiit (che tradotto significa “Comunità Inuit”) vince grazie ad una piattaforma nettamente di rottura con il precedente esecutivo socialdemocratico. Mute Egede, che ‘allora’ di anni ne aveva trentaquattro, era stato designato come candidato di Ia e durante la campagna elettorale ebbe modo di dichiarare la propria contrarietà – nonché quella del partito - ad ogni progetto di attività estrattiva nel Paese anteponendo la questione perfino all’indipendenza integrale dalla Danimarca. Il regime di autogoverno, per una volta, non venne troppo contestato: prima la salute, si era detto in quella campagna elettorale. Una volta al governo Ia ha chiuso completamente la questione arrivando a promulgare una legge apposita6 contro le attività estrattive. La norma (Act 20) è ora contestata dalla società australiana per cui viene affermata la non scientificità da parte dell’azienda che «dopo quattordici anni di lavoro in collaborazione» viene messa alla porta.
Si legge ancora nell’articolo pubblicato da «Sermitsiaq»:
«Secondo la società [Etm], il Naalakkersuisut [Governo autonomo] ha confermato per iscritto nell'aprile 2020 che Energy Transition Minerals soddisfaceva i requisiti per ottenere la licenza. In questo caso si fa riferimento al fatto che il Ministero delle risorse minerarie» avesse acconsentito e approvato le relazioni sull’impatto ambientale e sull’uomo. «Tuttavia, questo non equivale all'ottenimento di una licenza», chiosa Lindstrøm nell’articolo, «ma solo a un altro passo nel processo verso [l’elaborazione di una] decisione».C’è di più: secondo il governo groenlandese, stando alle fonti di «Sermitsiaq», il tribunale arbitrale di Copenaghen presso cui si è rivolta la società Etm non ha la competenza per giudicare il caso.
Duro il commento di Ia:
«È vero che la collaborazione ha avuto luogo [coi governi passati ndt] e che è stata fornita una base normativa che consentirebbe l'utilizzo dell'uranio in Groenlandia. Ma in nessun momento si può affermare che la società abbia una giustificata aspettativa di ottenere un permesso per lo sfruttamento dell’area», ha dichiarato Naaja Nathanielsen, componente del governo.
NOTE:
1s.n., Australia’s Energy transition files claim for Greenland rare earth project licence, 20 luglio 2023, «Reuters», <https://www.reuters.com/business/energy/australias-energy-transition-files-claim-greenland-rare-earth-project-licence-2023-07-20/>.
2Merete Lindstrøm, Kuannersuit: ETM har opgjort erstatnigskrav til 76 miliarder, 20 luglio 2023, «Siumut.ag», <https://sermitsiaq.ag/kuannersuitetm-opgjort-erstatningskrav-76-milliarder>.
3Qui il testo della dichiarazione [in inglese]: https://wcsecure.weblink.com.au/pdf/ETM/02688604.pdf.
4Questa la stima di minerali che venne realizzata nel 2015 da Etm e rintracciabile sul sito dell’azienda stessa: https://etransmin.com/wp-content/uploads/Mineral-Resource-Table-February-2015-ETM.pdf.
5https://etransmin.com/kvanefjeld-project/.
6Qui il testo della legge [in inglese]: https://govmin.gl/wp-content/uploads/2022/01/Uranlov-ENG.pdf.
Nemo Thomsen approda nella serie A della Danimarca!
Nella sezione "Fissazioni" di questo blog c'è una categoria ben evidente: il calcio in Groenlandia.
Tra le varie ragioni di questa fissazione specifica ve ne sono due più di ogni altre che interpretano un ruolo di primo piano sul proscenio di quest'interesse "esotico": la prima è senza dubbio afferente al nicchismo militante che pur contraddistingue chi regolarmente aggiorna questo spazio; il secondo è diretta conseguenza del primo: come si può stare lontani da un campionato che dura neanche un mese in tutto, in cui gli spettatori assistono seduti sulla roccia e ad ogni gol si fa festa strombazzando con clacson delle (poche) automobili parcheggiate a bordo campo?
Ribadito questo, possiamo cominciare.
Ogni anno mi occupo del campionato groenlandese e l'edizione del 2018 è stata carica di novità: più squadre partecipanti, uno scintillante impianto di Nuuk tirato a lucido per l'evento e via dicendo. In quell'edizione si verificò un confronto tra il più vecchio e il più giovane calciatore, almeno per quel campionato.
Ve lo ricordate Nemo Thomsen?
Possibili risposte: 1) «No, non t’accollà»; 2) «Sì perché sono un disadattato nicchista come te che se va a vedé i risultati del campionato yemenita».
Nemo Thomsen è il calciatore che nell'edizione del campionato groenlandese del 2018 ha esordito con la prima squadra del N-48 (Nagdlunguaq-48 della città di Ilulissat) all'età di 14 anni.
Dal personalissimo "archivio piccinelliano attorno al campionato groenlandese"
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| A sinistra Jonas Hansen (47 anni) a destra Nemo Thomsen (14) fonte foto: NBU - Nuuk Boldspil Union |
Jonas Hansen, il più vecchio, ha 47 anni e 357 giorni mentre Nemo Thomsen, il più giovane ne ha da poco compiuti 14: due mondi a confronto, sebbene provenienti dallo stesso Paese, dato che Hansen gioca per la polisportiva del suo paese da sempre (Qasigiannguit, insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e, nonostante il blasone del Nagdlunguaq, per il Kugsak-45 l’importante era essere presente alla fase finale. Il titolo torna al B-67 e l’allenatore vola in Svezia La vittoria finale del campionato è tornata alla squadra biancazzurra di Nuuk, che ha sconfitto il Nagdlunguaq di Ilulissat in finale, relegando al terzo posto l’IT-79, vincitrice lo scorso anno».
Qui l'articolo completo: https://sostienepiccinelli.blogspot.com/2018/08/in-groenlandia-si-gioca-solo-ferragosto.html.
Oggi Nemo Thomsen ha 19 anni ed è salito nuovamente agli onori delle cronache sportive groenlandesi per essersi fatto notare con la sua nuova squadra in Danimarca. Ha contribuito alla vittoria della compagine under 19 del Kolding IF e ora ha firmato un nuovo contratto con la squadra maggiore, stando a quanto riporta «Sermitsiaq.ag». Ad oggi, peraltro, la squadra maggiore è impegnata nelle fasi finali del campionato per aggiudicarsi il titolo: un compito ancora più stimolante per il "piccolo" Thomsen.
Sempre dal quotidiano groenlandese apprendiamo che Jonas Kamper, allenatore dell'Under 19 del Kolding, stima enormemente l'attaccante groenlandese: «ha fatto passi da gigante nelle ultime due stagioni e merita di essere premiato con un contratto [nella squddra maggiore]». Non solo: «ha mentalità, è disponibile ad allenarsi e lavora duramente».
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| Fonte foto © Sermitsiaq.ag |
Le Olimpiadi delle Nazioni senza Stato
Nell’Isola di Guernsey dal 9 al 14 luglio (l’8 è in programma la cerimonia d’apertura) si sfideranno 2.194 atleti provenienti da 24 isole di tutto il mondo, per 14 sport e 522 medaglie d'oro in palio.
Non si tratta delle Olimpiadi o di altro evento sportivo a carattere transnazionale. O meglio: in parte lo è davvero ma le nazioni che gareggeranno non sono pienamente riconosciute dalla comunità internazionale. Si tratta della XIX edizione dei 'Giochi delle Isole' (conosciuti anche come NatWest Island Games per motivi di sponsorizzazione): un evento mondiale che si tiene ogni due anni di norma, interrotto dalla pandemia, che raggruppa più discipline sportive ed è organizzato dall'International Island Games Association. Le rappresentative isolane si sfideranno in tutte le competizioni tipiche delle olimpiadi tra cui: tiro con l’arco, atletica, triathlon, pallacanestro, ciclismo e calcio ma c’è spazio anche per vela, golf, tiro al bersaglio, ping-pong, badminton e bocce.
Nazioni senza Stato
Per far capire al lettore in che dimensione ci si muove: l'edizione del 2017 s'è svolta a Gotland, un'isola "svedese" in mezzo al Mar Baltico fra il paese scandinavo prima citato e la Lettonia mentre l’ultima in ordine cronologico si è svolta a Gibilterra (sebbene tecnicamente non sia un’isola, ma è l’unica eccezione di questi giochi).
Tra le nazioni partecipanti ci sono le isole Åland (arcipelago finlandese di più di 6.500 ‘atolli’ ma di lingua svedese; tecnicamente autonome dal governo di Helsinki e pure smilitarizzate), la Groenlandia e le Faroe (in regime di autogoverno ma dipendenti dalla corona danese), l’isola di Gozo (Malta), Minorca (Spagna) e moltissime altre isole appartenenti alla corona britannica (Cayman, Falkland, Isola di Man, Isola di Wight, Jersey, Sant’Elena e via dicendo).
Ad edizioni alterne hanno partecipato anche l’isola di Rodi (Grecia), l’Islanda, l’Isola del Principe Eduardo (Canada) e Malta. Guernsey stessa, l’isola che ospita la XIX edizione, è un’isola che fa parte del Commonwealth ed è situata nello stretto della Manica. E, sebbene si parli inglese come lingua ufficiale, gli abitanti utilizzano anche il francese, nonché il dialetto locale.
Gli organizzatori dei NatWest International Island Games hanno svelato il programma sportivo nei primi giorni del mese di maggio di quest’anno: ci sono 205 eventi in programma e nei sei giorni di sport si attiverà anche la diretta streaming.
Fermento sull’isola
La piccola comunità dell’isola (63.950 abitanti) è già in fermento dall’inizio di quest’anno e, subito dopo la rivelazione del programma, gli isolani hanno iniziato non soltanto ad addobbare le strade e i palazzi ma anche a premiarne il migliore. C’è anche un concorso pubblico si fa sul serio: c’è anche una mail a cui inviare il proprio addobbo e concorrere (info@guernsey2023.gg). Quello giudicato più bello si intascherà 100 sterline. “Sii colorato e creativo quanto vuoi”, recita il comunicato, “divertiti, sventola bandiere dai balconi, appendile alle finestre, adorna il tuo giardino”. E non c’è obbligo di esporre le bandiere dell’Isola di Guernsey, si possono scegliere le effigi di tutte le nazioni partecipanti. Lo ha riportato nelle scorse settimane persino la «Bbc» e lo ha anche ribadito Amanda Hibbs, responsabile della comunicazione e degli eventi dei Giochi che ha dichiarato come voglia vedere l’isola brillare di colori per accogliere nel migliore dei modi gli atleti che accorreranno: «Sono stati anni difficili ma dopo [questo periodo] gli Island Games riporteranno il sorriso sui volti delle persone».
La partecipazione della Groenlandia
Uno tra i dati più curiosi di questi giochi è la partecipazione dell’isola più grande del mondo. Che si possa credere o meno, esiste un campionato di calcio in Groenlandia (sia maschile che femminile). È strutturato in tre fasi: locale, regionale e “nazionale” (ma è più corretto chiamarla “finale”), quest’ultima divide le squadre in due gruppi (A, B), solitamente non più di 12. Il tutto si svolge nell’arco di un mese, poco meno, a seconda del tempo. Nel senso meteorologico del termine. Le fasi locali si tengono attorno a ferragosto, momento clou del GM (l’acronimo del campionato). La fase finale si gioca su un campo solo, quello di Nuuk, recentemente rimesso a nuovo e in erba sintetica, fino a qualche anno fa in terra battuta. Ma che nessuno t(r)emi: il romanticismo del campionato più "a nord" del Pianeta Terra non è stato affatto minato dalla colonizzazione del verde artificiale: gli spalti sono sempre i “soliti”: la partita la si guarda dalle rocce, liberamente e senza pagare nulla. Per comprendere pienamente quel che significa il calcio groenlandese bisogna saper astrarsi dalla quotidianità del calcio milionario, degli stadi vuoti, di pay-tv, dei giocatori considerati vecchi alle soglie dei trent'anni: i limiti di età in Groenlandia, semplicemente, non esistono. Nell’edizione del 2018, in una partita fra le squadre Kugsak-45 di Qasiggiannuit, (insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e Nagdlunguaq-48 di Ilulissat (terza città del Paese), si sono affrontati il più vecchio e il più giovane calciatore di sempre del campionato: Jonas ‘Kidi’ Hansen e Nemo Thomsen, segnando l’uno il gol della bandiera gol e l’altro una tripletta in una partita che ha avuto ben poco da dire terminando 1-13 per il N-48, compagine arrivata in finale e sconfitta per 2 a 0 dal B-67.
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| A sinistra Jonas Hansen (47 anni), a destra Nemo Thomsen (14) fonte foto: NBU - Nuuk Boldspil Union GM 2019 © |
Calcio femminile in Groenlandia: parla Jakob Geisler, allenatore dell'IT-79
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| Foto Knud Peter © |
E invece Jakob Geisler risponde tramite Skype dalla lontanissima Nuuk, capitale della Groenlandia.
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| Jakob Geisler - foto © Knud Peters |
Campionato groenlandese: al via la fase locale. Partito il campionato femminile
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| © redbull.com |
Groenlandia del nord: Uummannaq
Le prime a scendere in campo saranno le squadre appartenenti alla zona nord della Groenlandia, più precisamente del territorio di Uummannaq, e le squadre che si confronteranno saranno le seguenti: Eqaluk 56, FC Malamuk e Amaroq 53. L'ultima tra le squadre citate sarà da monitorare per capire se sarà in grado di tenere testa alle due ben più quotate compagini di Eqaluk e Uummannaq: l'Amaroq, in effetti, non si iscriveva alle fasi preliminari del campionato dal 2013 quando la squadra era denominata Amaroq Saattut e terminò all'ultimo posto. Senza dubbio, in effetti, l'FC Malamuk sarà la squadra da battere di questo mini-girone a tre.
Groenlandia centrale: Sisimiut
Il 17 e il 18 luglio, invece, scenderanno in campo le squadre appartenenti al territorio di Sisimiut: SAK (acronimo di Siumut Amerdlok Kunuk), S-68 e Aqissiaq rispettivamente delle città di Sisimiut (SAK e S-68) e Maniitsoq. Anche in questo caso sarà interessante monitorare quali saranno gli sviluppi del mini-girone in relazione all'Aqissiaq, storica compagine di Maniitsoq, che non prendeva parte alla GM Championship da molti anni.
È utile ricordare come la cittadina di Maniitsoq, negli ultimi decenni, sia stata sempre rappresentata dalla squadra biancorossa Kagssagssuk Maniitsoq.
Groenlandia centrale: Baia di Disko
Certamente più avvincente saranno le gare che si disputeranno dal 14 al 19 luglio: le squadre appartenenti alle cittadine e villaggi della Baia di Disko sono tra le più quotate e meglio organizzate, dopo quelle afferenti alla capitale Nuuk. Scenderanno in campo le seguenti compagini: Aqisseq (altra squadra di Maniitsoq), Tupilaq 41 (di Aasiaat), Kugsak (del villaggio di Qasigiannguit, talvolta scritta anche come K-45), Disko-76 (di Qeqertarsuaq) e G-44 (anche quest'ultima di Qeqertarsuaq). In questo girone saranno certamente le squadre di Qasigiannguit e Qeqertarsuaq a primeggiare, tuttavia il campionato groenlandese riserva sempre grosse sorprese, dunque è bene non sottovalutare aprioristicamente le squadre di Aasiat e di Maniitsoq.
Vecchi e giovani
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| A sinistra Jonas Hansen (47 anni), a destra Nemo Thomsen (14) fonte foto: NBU - Nuuk Boldspil Union GM 2019 © |
Jonas Hansen, il più vecchio, ha disputato la partita a 47 anni e 357 giorni mentre Nemo Thomsen, il più giovane ne aveva da poco compiuti 14: due mondi a confronto, sebbene provenienti dallo stesso Paese, dato che Hansen gioca da sempre per la polisportiva del suo paese (Qasigiannguit, insediamento della Baia di Disko che conta poco più di mille anime) e, nonostante il blasone del Nagdlunguaq, per il Kugsak-45 l’importante era essere presente alla fase finale.
Groenlandia, partono i campionati
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| La piccola cittadina di Asiaat e il nuovo campo in erba sintetica. |
Groenlandia, un Paese che non conosciamo
La Groenlandia 51° stato americano? Lo stato con il più alto tasso di
suicidi al mondo interessa agli Usa per le sue materie prime. Ma i primi
ministri, danese e groenlandese, chiudono la porta: “Non siamo in
vendita”
La Groenlandia, Donald Trump a parte, fa gola agli Stati Uniti da diversi anni perché in una posizione strategica per l'area, per le materie prime di cui è ricca, così come – probabilmente – colma di petrolio e gas naturale. E poi, ancora, per lo zinco, il carbone, il rame. Senza contare il fatto che gli Usa posseggono già una base militare a Thule. Qualora l'isola dovesse diventare, davvero, il 51esimo stato americano le basi militari prolifererebbero verosimilmente in tutto il territorio groenlandese.
La parola contraria (groenlandese e danese)
«Non
siamo in vendita», così la Primo ministro danese Mette Frederiksen (in
quota socialdemocratica) ha chiuso le porte a Trump ma, dopo aver
respinto duramente la proposta americana, il funambolico presidente
repubblicano ha annullato l'incontro previsto per settembre. Come a
dire: niente vendita della Groenlandia? Allora non abbiamo niente da dirci.
Contrarietà e diniego sono arrivati anche dalla parte groenlandese della politica, in regime di autogoverno ma formalmente appartenente alla corona danese e rappresentata – per questo – al Folketing (Parlamento danese): il Primo ministro Kim Kielsen (Siumut – socialdemocrazia groenlandese) ha fermamente risposto che la Groenlandia è un paese indipendente, sovrano e che non ha costo perché non sul mercato, così come la sinistra indipendentista rappresentata dal partito Inuit Ataqitigiit, seconda organizzazione politica del paese.
La questione sociale: i suicidi
La
Groenlandia possiede un primato non molto edificante: è il primo paese
al mondo per quanto riguarda i suicidi: il tasso annuale è di 100
persone per 100.000 abitanti che decidono di farla finita. Persino il
Giappone possiede un tasso più basso (51 per 100.000) nonostante abbia
documentata un'«epidemia suicida» specialmente tra gli adolescenti.
Secondo Bodil Karlshøj Poulsen, direttore del centro di salute pubblica groenlandese: «Ogni giovane abitante conosce un amico o un parente che si è suicidato». La modernità è stata la causa della depressione e della disperazione groenlandese: tra il 1900 e il 1960 i dati relativi ai suicidi erano davvero bassi e decidevano di togliersi la vita solo 0,3 persone su 100.000. Dal 1970 tutto cambia e si arriva al picco del 1986 in cui la cittadina simbolo dei suicidi divenne Sarfannguaq, con soli 150 residenti. Poulsen ha riferito in un'intervista al portale statunitense «Slate» come dagli anni ‘70 in poi la depressione sia cresciuta enormemente nella popolazione groenlandese: «La cura? Non l'abbiamo, ma lo sport ha un impatto positivo enorme». Sia il calcio che la pallamano, infatti, sono considerati sport nazionali e le strutture per praticare queste discipline migliorano di anno in anno, così come la qualità e i risultati internazionali, soprattutto per quel che riguarda la pallamano, dal momento che la Fifa stenta a riconoscere la Groenlandia come nazionale.
I rispettivi governi (danese e groenlandese), tuttavia, da anni studiano la questione e dal 2013 è stato avviato un piano di 6 anni per sensibilizzare gli abitanti tutti sul tema, intervenire con atti concreti e attuare misure di prevenzione.
La Casa Rossa: l'esempio di Robert Peroni a Tasiilaq
Robert
Peroni, italiano altoatesino, da circa 40 anni ha deciso di andare a
vivere in Groenlandia, nella parte più depressa e svantaggiata del
Paese, ovvero quella rivolta ad est. Oriente e occidente della
Groenlandia rappresentano mondi completamente diversi, sebbene
appartengano alla stessa entità nazionale e statale: nella parte
occidentale, più riparata dalle correnti glaciali, è presente la
capitale Nuuk, sede universitaria internazionale, e tutte le maggiori
cittadine in cui è possibile trovare un impiego lavorativo. La parte
orientale è legata alla caccia e alla pesca, dunque ancora seminomade.
Nella cittadina di Tasiilaq, che conta poco più di 1.800 abitanti, Robert Peroni ha aperto la ‘Casa Rossa', uno spazio aperto in cui sì fare turismo nelle stagioni in cui c'è più afflusso di gente da ogni parte del Mondo, ma anche un luogo in cui
«tutte le persone del posto possono trovare riparo, un pasto caldo senza bisogno di pagare e in cui trovare un po' di quiete perché spesso si ubriacano e la loro abitazione non diventa più ‘tranquilla' come dovrebbe essere».
Oltre ad essere esploratore, alpinista e – ora – guida turistica, Robert Peroni ha scritto tre libri tutti per Sperling&Kupfer («I colori del ghiaccio», «Dove il vento grida più forte», «In quei giorni di tempesta») in cui racconta la sua permanenza e il rapporto sempre più intimo che ha avuto con gli inuit nel corso degli anni.
L'alcolismo e la disoccupazione sono fattori con cui gli abitanti di Tasiilaq devono sempre più fare i conti, Peroni a più riprese ha avuto modo di prendersela con Greenpeace e organismi internazionali che piacciono molto agli occidentali perché difendono gli animali (in questo caso la foca) ma che non hanno il polso della situazione groenlandese: «per loro sono solo un italiano pazzo», ha detto anni fa a Pierfrancesco Diliberto (Pif), che era andato ad incontrarlo a Tasiilaq per conto di Mtv e della sua trasmissione «Il Testimone».
In questa fase storica i groenlandesi «hanno paura del futuro: non esiste nella loro lingua una parola per poter parlare del futuro», ha più volte detto Peroni.
«Noi – ha affermato – parliamo sempre del ”dopo", del ”futuro" ma loro no, anzi, hanno paura di quello che accadrà: l'uomo bianco (in lingua locale, il kalaallisut, qattunaa, in senso dispregiativo), gli ha tolto tutto perfino l'orgoglio di cacciare»,
dal momento che l'occidente
«ha impedito loro di sostentarsi con la foca e la balena, nonostante abbiano quote severissime e regole molto dure per il rispetto degli animali»,
al contrario di quel che avviene in altri paesi come il Giappone che cacciano in maniera scriteriata i cetacei non per sostentarsi ma per scopi commerciali.
La
Casa Rossa serve a creare un ponte:
«Bisogna sostenere la popolazione locale in preda alla depressione, all'alcolismo e di qualcosa che non conoscono ma che temono; parliamo di quello che potremmo fare molto spesso e l'importante è essergli vicini e capire le ragioni di un popolo pacifico, che non conosce la guerra e lo sfruttamento tra simili».
Certo è che, come ha sostenuto lo stesso Robert Peroni a Tv2000:
«Gli inuit dovranno necessariamente imparare dall'uomo bianco e dalle sue usanze nonostante egli non abbia affatto ragione».
Pena la scomparsa di una cultura millenaria.
Pubblicato sulla sezione Tuttogreen de La Stampa il 7 dicembre 2019 [aggiornato il 25 novembre 2019]: https://www.lastampa.it/tuttogreen/2019/09/07/news/groenlandia-un-paese-che-non-conosciamo-1.37413836/
In Groenlandia si gioca [solo] a ferragosto
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| Un momento della finale fra B-67 e N-48. Foto di Dida Heilmann |
L'ultima frontiera del football
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| Foto di Dida G. Heilmann |
Lo stesso campo fotografato da Dida Heilmann nella finale, qualche anno fa nella partita fra G-44 e FCM si presentava così:
Aputsiaq Birch nella "hall of fame" del calcio groenlandese
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| Il campo di Nuuk prima del manto sintetico (fino al 2016) |
In Groenlandia si gioca (indoor) anche in inverno quando fuori fa... -16°!
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| Foto © Leiff Josefsen - «Sermitsiaq» |
A Nuuk è andata in scena la Polar Seafood Cup, una coppa di futsal indoor a cui partecipano calciatori e calciatrici di categorie giovanili (U17, U15, U13), compresi i piccoli U9 della B-67 di Nuuk di quest'anno: arrivati quarti avendo fronteggiato i ragazzi più grandi nel girone.
In Groenandia si discute la nuova Costituzione. IA: «Sia inclusiva»
Il gruppo parlamentare dell’organizzazione di sinistra indipendentista Inuit Ataqatigiit (Comunità inuit) ha nominato Debora Kleist come nuovo membro della Commissione Costituzionale. Da tempo, infatti, la Camera groenlandese (Inatsisartut) ha creato un’apposita commissione per redigere una nuova Costituzione e l’IA sta lavorando alacremente affinché essa dia un risultato inclusivo e non esclusivo.«Non vediamo l’ora di continuare il lavoro in Commissione Costituzionale: un popolo libero è un popolo in cui tutti gli individui hanno una libertà interiore e vivono liberi da pregiudizi, dalla discriminazione e dall’oppressione», si legge in una nota redatta dal partito. «Il fatto che ci debba essere "spazio per tutti" è un principio cardine: l’IA l’ha posto con la massima attenzione e priorità nell’agenda dei lavori della Commissione» che lavorerà alla stesura della nuova Costituzione. La Carta fondamentale «deve includere i diritti civili e politici di tutti i cittadini».
«Per noi - continua la nota - è fondamentale che tutti quelli che si identificano come groenlandesi siano riconosciuti come tali, tuttavia allo tesso tempo dobbiamo essere all’altezza dei nostri obblighi verso le minoranze. In altre parole: dobbiamo essere inclusivi e non esclusivi e questo vale per quel che riguarda ogni identità culturale (lingua, etnia etc), abbiamo bisogno di tutti».
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| Il logo dell'Inuit Ataqatigiit (Comunità Inuit) |
L’Inuit Ataqatigiit continuerà a lavorare intensamente in Commissione Costituzionale affinché si portino avanti questi valori: «il lavoro per la redazione della Carta Fondamentale deve unire il Paese e il popolo, non dividerlo».
L'Inuit Ataqatigiit e le elezioni: «Non promettiamo nulla, valuteremo a urne chiuse»
L’IA è un’organizzazione politica di sinistra radicale, indipendentista, che ha visto crescere i propri consensi strappandoli ai socialdemocratici di Siumut (partito affiliato alla socialdemocrazia danese) e con cui recentemente ha stipulato un accordo di Governo: alle elezioni parlamentari del 2014 ha ottenuto il 33,3% dei voti, mantenendosi sulle stesse cifre della precedente tornata elettorale. Nell’autunno del 2018, con tutta probabilità, si terranno le elezioni parlamentari in Groenlandia e la presidente dell’IA Sara Olsvig ha smentito le voci di una coalizione elettorale con i socialdemocratici di Siumut: «Non voglio rifiutare o promettere nulla a riguardo. Vediamo quel che esce dalle urne e quali opportunità si presenteranno successivamente», ha dichiarato a riguardo la Olsvig all’agenzia KNR, spiegando che per l’IA è importante mantenere la stabilità e la leadership nel Paese affermando come il partito abbia «contribuito a garantire una direzione chiara nella guida della Groenlandia».-
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