Visualizzazione post con etichetta Discorsi da bar. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Discorsi da bar. Mostra tutti i post

«Nun me po' nterogà domani?»


Foto di Stefan Spassov su Unsplash

Dice: «Quindi oggi non me 'nteroga? »
Dico: «Caro *** devo già interrogare cinque persone che il penultimo giorno di scuola si sono rese conto di essere insufficienti: non c'è troppo tempo, non credi?»
Dice: «C'è sempre domani»
Dico: «I voti però li devo inserire oggi» 
Dice: «Quindi lei domani nun lavora?»
Dico: «Certo che lavoro e tu domani verrai a scuola»
Dice: «Eh ma se nun me nterroga che ce vengo a fa»
Dico: «Perché comunque conta come assenza»
Dice: «Quindi lei lavora sempre tranne l'ultimo giorno de scola?»
Dico: «Io lavoro sempre, o ti è risultato diversamente? A me pare che so più le volte che non sei venuto a scuola de quelle quando c'eri. Come la mettemo?»
Dice: «Vabbè ma quindi se io me voglio fa interroga domani? L'altri prof ce nterogano»
Dico: «Okay: domani è l'ultimo giorno, però, caro ***»
Dice: «Vabbè io comunque oggi me giustifico»

Ma non se po' arrotondà? - Discorsi da bar


Dice: «Quindi professò possiamo sta tranquilli st'estate?»
Dico: «Eh vediamo»
Dice: «In che senso scusi? Non è 5 e qualcosa di media?»
Dico: «Eh tocca vedè quant'è sto "e qualcosa"»
Dice: «Eh tipo cinquevirgolaventi»
Dico: «Io qua leggo cinquevirgolazeroquattro».
Dice: «Vabbè»
Dico: «È cinque»
Dice: «Ma non se po' arrotondà, professò?»
Dico: «Ma certo, possiamo fa cinquevirgolazerocinque»
Dice: «Ma che vordì?»
Dico: «Eh, vordì che c'ha 5.»
Dice: «Ma io avevo capito che i professori potevano arotondà n po'»
Dico: «Eh, sì, ma no i miracoli»
Dice: «Quindi sta a mette r debito?»
Dico: «Quindi io sto lasciando 5 per il consiglio finale, poi si vedrà»
Dice: «Quindi nii posso fa i bijetti pe l'aereo pe tutti e quattro?»
Dico: «Io aspetterei»
Dice: «Ma non se po' proprio arrotondà, eh?»
Dico: «E certo, l'avemo già fatto: cinquevirgolazerocinque, o no?»

La parte giusta della storia, "no professò?" - Discorsi da bar

I colloqui pomeridiani. I colloqui pomeridiani rappresentano un affresco enorme sulle famiglie, sulle abitudini dei genitori e dei ragazzi. Puoi ca(r)pire di tutto anche solo in 5 minuti di colloquio: da come si vestono i genitori, se dei due ne arriva solo uno o una, se hanno curato i dettagli esteriori per l'incontro verbale - ancorché fugace - con te: ci sono una miriade di dettagli da notare. Per la prima volta dall'altra parte della barricata, vedo i volti degli alunni e delle alunne nei tratti somatici dei genitori e viceversa: era come se ci fossimo già incontrati.
Anche i dialoghi, spesso, sembra di averli già sentiti, come quel genitore che - ad un certo punto -vorrebbe dibattere con te riguardo la natura dell'insegnamento della storia, sottintendendo che lui una parte l'ha presa. Che però è quella sbagliata della storia, anche se lui ritiene sia giusta proprio perché osteggiata. Però senza esplicitazioni: sorrisi sornioni e sguardi condiscono il tutto.
Menomale che mi ero appena tolto la kefiah dal collo...

Dice: «O sSudio daa sSoria è quello, poi, no professò? * Che poi a sSoria a fanno sempr'ivincitori, no professò?»
Dico: «Cioè?»
Dice: «Eh, ch'aa scrivono quelli che vincono, no professò?»
Dico: «Ma non è sempre detto, eh» [provo a prendere le verifiche fra le mani così da mostrare la mia volontà di deviare il dibattito]
Dice: «E come no, no professò?»
Dico: «Eh, ma mica è sempre detto»
Dice: «Eh ma ce sSanno certe epoche sSoriche che a fanno chi vincono eh, no professò?»
Dico: «Eh, oddio, secondo me no»
Dice: «Vabbè, ma è che n certe fasi n se capisce nemmeno, eh, no professò?»
Dico: «Vabbè, comunque, per tornare a parlà dei voti di suo figlio...»
Dice: «Eh ma pure qua, io sarei p'abbolilli sti voti, metterei i ggiudizZi, no professò?»
Dico: «E qui apriremmo un dibattito infinito»
Dice: «Tipo: n'America mettono i voti A, B, C, D etc, no professò?»
Dico: «Che nfatti è sbagliato»

Pietrificato dalla mia contrarietà nei confronti della pedagogia statunitense, strabuzza un po' gli occhi e non parla più. Forse sono stato troppo duro...

* qui, l'interlocutore fa compiere un ampio gesto alle braccia e alle mani. I palmi li rivolge verso l'alto e, da che prima erano allontanati all'altezza delle spalle, ora sono congiunti come quando ti facevano recitare il Padre nostro alla recita di Natale. Se non ve l'hanno fatto fare, evidentemente non avevate Suor Monica come preside inossidabile del vostro I.C.

Devono annà là [o anche «protestassero a casa loro»] - Discorsi da bar

Dice: «A me queste che protestano dall'Italia mica me convincono tanto, eh»
Dico: «Non ho capito»
Dice: «Scusa, eh: sei iraniana?»
Dico: «Eh»
Dice: «Se sei iraniana vordì che devi annà a protestà ar paese tuo, mica qua»
Dico: «Ma magari sarà nata qua»
Dice: «Eh ma se rivendichi l'origine iraniana, vai a protestà là»
Dico: «Sì, ma se starà qua ce sta n motivo, no?»
Dice: «E quale sarebbe?»
Dico: «Magari - faccio un esempio, eh - c'avrà provvedimenti pendenti perché ha già protestato ar paese suo, o se n'è dovuta andà proprio perché - faccio un altro esempio - partecipava a organizzazioni che non so ammesse ar paese suo. Le variabili so tante, eh»
Dice: «E so tutte sbajate»
Dico: «Eh?»
Dice: «N'è che so tutti rifugiati quelli che stanno qua, eh. Allora mo so tutti rifugiati!»
Dico: «Ma l'Iran c'ha avuto na storia particolare: so tanti quelli che se ne so andati per motivi» politici nel corso dell'anni, quindi come fai a dì che devono tornà là e manifestà là, è n discorso che c'ha poco senso»
Dice: «E 'nvece ce n'ha 'n sacco de senso, scusame, eh»
Dico: «Quindi, famme capì, se io volessi annà a manifesta pe dì "cessate il fuoco" nel conflitto russo-ucraino dovrei andà sulla linea del fronte a manifestà?»
Dice: «Sur fronte magari no, però o 'n Russia o n'Ucraina: se lo fai da qua è troppo facile: so tutti boni a protesta da qua»
Dico: «Ma che stai a dì? Quindi uno che non vole la guerra in Afghanistan deve annà a Baghdad a protestà?»
Dice: «Eh»


Tra 26 e 65 anni se po' pure morì (di lavoro e di burocrazia, s'intende)

Stazione Anagnina. Esterno sera. Reputo le 16:00 un buon momento (in realtà era l'unico possibile) per andare a presentare la documentazione per la richiesta d'abbonamento annuale agevolato di Atac. Pare che c'è pure il bonus governativo. Facciamo 'sto tentativo.

Il lungo serpente che si mostra ai miei occhi è lunghissimo: le persone in coda arrivano fin quasi all'ingresso del parcheggio multipiano (i romani hanno colto il riferimento). Ci sono, tuttavia, due persone che, in piedi, assistono le anime perse in cerca di risposte. Stanno tutti col foglio del bonus governativo in mano.
Per capirci: il bonus eroga fino a un massimo di 60€, l'abbonamento annuale costa 250€. 

Dico: «Scusi, avrei bisogno di sapere se posso rientrare nel regime agevolato per gli abbonamenti»
Dice: «Ce l'hai l'Isee?»
*mostro il documento*
Dice: «Quant'anni c'hai?»
Dico: «Trenta»
Dice: «Eeeeh allora niente.»
Dico: «In che senso?»
Dice: «L'aggggevolazione se po' fa solo se sei sSudente fino ai 26 anni, co quella cifra de Isee.»
Dico: «Ma io ce n'ho 30»
Dice: «Eeeeh non se po' fa. Però ce sSanno altre aggggevolazioni»
Dico: «Tipo?»
Dice: «Over 65»
Dico: «Eh ma io c'ho trent'anni»
Dice: «Ma perché lo stai a fa co Atac?»
Dico: «Abito a Roma: ho bisogno dell'abbonamento dei mezzi di Roma. Perché?»
Dice: «Perché si tu o fai su r sito d'a regione Lazio poi chiede l'aggggevolazione »
Dico: «Quindi non devo chiedere ad Atac un agevolazione per gli abbonamenti di Atac ma devo inoltrarte la domanda alla Regione?»
Dice: «Seh.»
Dico: «E invece per il bonus governativo?»
Dice: «Quello è pe' quello [l'abbonamento] mensile»
Dico: «Ma non è da 60€?»
Dice: «Eh»
Dico: «E l'abbonamento mensile ne costa meno»
Dice: «Eh boh»
Dico: «Eh *annuisco in segno di "okay, vabbè, e mo che devo fa? come pago? ndo vado? me devo fa davero tutta sta fila?"
Dice: «Eh?»
Dico: «No, dicevo: poi il pagamento come avviene? Devo tornare qui? Posso utilizzare lo Spid o mandare una posta certificata, mi dica lei
Dice: «Eh prima te loggi co er Spid sur sito d'a Regione, poi devi annà ar municipio a fatta convalidà er vàusce che te manda»
Dico: «Ma se me loggo co lo Spid c'ha poco senso che vada de persona ar municipio
Dice: «Eeeeh»

«La Metro C? L'ha fatta Mussolini!»

Dice: «Ao ma guarda che questa qua, sta metro, l'ha fatta Mussolini, eh»
Dico: "Se, 'a metro c?»
Dice: «Avoja, stava già n preparazione quando c'era Mussolini!»
Dico: «Ma dimme te»
Dice: «E te sto a di»
Dico: «Io mica o sapevo. Certo che QVANNO CIERA LVI»
Dice: «Eeeeeh! Ma calcola che questa era quella che annava a Fiuggi»
Dico: «Aspe ma quello n'era er trenino?»
Dice: «Eh o so ma questa che è? A stessa cosa, no! L'hanno torta da sopra e l'hanno ficcata sotto» Dico: «E l'aveva fatta Mussolini»
Dice: «E certo, l'infrastruttura quella era e questa è rimasta»
Dico: «Lineare, proprio»

«Ma perché, è no stato 'a Corea?»

Dice: «Ma che me stai a dì?»
E dice: «Te giuro, mica sto a cazzarà»
Dice: «Ma che me rappresenta?»
E dice: «Ao, e mica te sto a dì na cazzata: esiste»
Dice: «Com'è che se chiama?»
E dice: «Corea, zì: Corea. N'hai m'hai sentito n cazzo de telegiornale?» Dice: «Ma sì, te pare, me dev'esse sfuggito. Corea… Te giuro n me dice gnente, Ma ndo sta?»
E dice: «Che?»
Dice: «Sta Corea, ndo sta?»
E dice: «Tra a Cina e 'r Giappone, se stanno sempre a pijà a pizze»
Dice: «Cor Giappone?»
E dice: «Ma no! Co la Cina»
Dice: «Ma pensa te»
E dice: «E te sto a dì»
Dice: «Ma da quant'è che se stanno a pijà a pizze? Ma dici che se stanno a sparà?»
E dice: «No è che ogni tanto ce sta er ciccione, coreano, che butta n missile e allora la Cina je risponne ma so scaramucce, n'è che se mettono a pijasse a pistolettate sur serio»
Dice: «Ma dimme te. Ao te giuro n sapevo gnente»
E dice: «Eh perché nu ssudi. Tipo, de Honk Hong che stanno a baccajà e fa macello pe strada o sapevi?»
Dice: «Sta sempre la vicino»
E dice: «Eeeeh più o meno»
 

Il seguente discorso, di natura evidentemente geopolitica, è stato udito da chi scrive e chi cura il blog in un bar di Torre Maura il 13/06/2019 ed è stato riportato nella sua interezza.

L'unico politico vero è Renzi - Discorsi da bar

Dice: «Io a sentì Sarvini, te giuro, me sento male»
Dico: «A chi o dici..»
Dice: «Che poi ce sta na pochezza, vojo dì, manco a dì che dice cose sensate, no? Sai, dicesse cose che uno je po' dì ao hai detto na stronzata je se ribatterebbe, invece è popo stupido»
Dico: «E che ce devi fa, l'hanno votato..»
Dice: «Eh o so, però pure coso, mo ce se mette pure Vertroni. Me sembra fori tempo, n so se me spiego. Ce sta l'unico politico che doveva andà avanti e l'hanno cassato, mo zitti tutti»
Dico: «Eh?»
Dice: «L'unico politico che ce sta mo è Renzi, mettila come te pare»
Dico: «Oddio...»
Dice: «Beh ao i dati parlano chiaro: i precari l'ha stabilizzati, i concorsi ce stanno, fa n po' te»
Dico: «Zì, non te vorei delude ma non è proprio così»
Dice: «Ao io guardo l'Istat, si tu c'hai artri parametri dimmelo che ne parlamo»
Dico: «Senti, io c'ho categorie politiche molto infime da poté affibbià a Renzi, però si te le dico te ncazzi»
Dice: «E perché sei ideologico, guardi le cose co r fumo all'occhi»
Dico: «Ma sarà pure, però non me sembra che sia stato sto granché. A me me sembra che sia stato n'imbecille»
Dice: «Guarda che Renzi ha fatto più cose in mille giorni che l'altri in dumijardi»
Dico: «Vabbè ma che c'entra, pure io si faccio dumila chilometri ar giorno so dì de poté guidà ma mica so n pilota. Se faccio na gara co Schumacher sempre na pippa rimango, n so se me spiego» Dice: «È là che sbaji, perché c'hai 'a bava alla bocca: devi esse meno ideologico e più ideale» Dico: «Ma io so tanto ideologico quanto ideale è pe questo che Renzi me sta sui cojoni»
Dice: «Eh ma perché c'hai 26 anni, se ce n'avessi na sessantina apprezzeresti quello che ha fatto» Dico: «Lo apprezzo talmente tanto che ho votato tutt'altro»
Dice: «È popo pe' quelli come te che perdemo: te disperdi i voti»
Dico: «Aridaje.. Non se finisce più..»

Berlusconi ha creato agiatezza (e Mussolini ha bonificato Borgata Finocchio) - Discorsi da bar

Dice: «Io o so che te voti cinque stelle, è pure comprensibile, eh, però non te devi mai dimenticà che Berlusconi ha creato agiatezza»
Dico: «Agiatezza?»
Dice: «Agiatezza, agiatezza. Ogni tre anni te faceva n condono, c'avevi l'assegni familiari, te nasceva n fijo te davano i soldi a pioggia»
Dico: «Non me pare che fosse andata così, però, eh»
Dice: «Ma perché te hai vissuto la parte finale del berlusconismo. Berlusconi ha creato benessere pure nelle borgate su a casilina»
Dico: «Te sei sicuro eh?»
Dice: «Ao ma te pare normale che uno co n'azienda c'ha Equitalia che te punta i mitra su a schiena»
Dico: «Che c'entra però co "l'agiatezza berlusconiana"?»
Dice: «C'entra, c'entra. Ao io annavo n banca regalavo cinque mijoni ar direttore e me faceva er mutuo. Ma che è sta stronzata d'a busta paga?»
Dico: «Eh....»
Dice: «E' che te, too ripeto, hai vissuto la parte finale de sta roba. Che poi è caduto pe' n vizio suo personale, ma io so sicuro che se te metto n microfono h24 e lo do alla ragazza tua lei te molla perché scopre cose che de te nun sa»
Dico: «Mah, secondo me se romperebbe solo er cazzo a sentì quello che dico co altra gente. So n tipo noioso. E comunque non è che Berlusconi è caduto pe' i vizi sua, ma lasciamo perde.»
Dice: «Eh vabbè, però, intanto er Pd c'ha rovinato...»
Dico: «...con cui ha governato Berlusconi»
Dice: «Ma n ce provà, dai, quelli so tutti comunisti»
Dico: «Eh?»
Dice: «Er Pd»
Dico: «Mbè?»
Dice: «So comunisti»
Dico: «Guarda avrò visto pure l'ultima parte de st'agiatezza e non posso comprende i discorsi che fai (dimo così) ma hai detto na stronzata»
Dice: «E allora che so?»
Dico: «Di certo non comunisti»
Dice: «Ma dai, so tutti quelli, non so mai cambiati»
Dico: «Renzi quindi è comunista?»
Dice: «So sempre i stessi, fidete»
Dico: «Eh sì, eh. So popo uguali.»
Dice: «Cambia prospettiva, comunque, too dice uno che c'ha l'anni che c'ha: te studi, studi, studi, ma i libri li scrivono ggente de sinistra. L'editori so de sinistra, è normale che te raccontano 'e favole»
Dico: «Eh?»
Dice: «Ao, qua non pe' di gnente ma Mussolini qua ha bonificato tutto»
Dico: Ah, pure borgata Finocchio?! Ammazza n portento sto Mussolini!»
Dice: «Ma se te te leggi quee favole è normale che credi alle cazzate no?»
Dico: «Io credo alle cazzate, eh?»
Dice: «Ao: la bonifica pontina ha dato lavoro a 3/4 de poveracci sparsi pe l'Italia...»
Dico: «...deportati dar Veneto, a pijasse a malaria, prigionieri politici, come no! L'agiatezza ao...»

Vabbè ma a te piace fa sta roba, no? - Discorsi da bar

 Dice: «Senti c'ho bisogno de ne mano, ce l'hai du minuti?»

Dico: «Dimme»
Dice: «Ho aperto da poco n profilo de facebook pe' lo studio de commercialista mio, però le persone che ce vanno e vedono quello che scrivo me dicono che n ce possono mette er mipiace, che devo fa?»
Dico: «Ma in realtà n'è successo niente de che: hai solo sbajato a fa n profilo ma dovevi creà na pagina. Tutto qua.»
Dice: «E che differenza c'è?»
Dico: «Col profilo è come se fossi na persona n carne e ossa: c'hai pure messo er nome e er cognome: Studio commerciale via.. come nome e Dottor.. come cognome»
Dice: «Aspè non t'ho capito»
Dico: «Quando te sei collegato su Facebook, no?»
Dice: «Eh»
Dico: «C'era scritto da registratte, no?»
Dice: «Eh, però a me sto fatto della pagina non me l'ha chiesto»
Dico: «E mica è na persona, je lo devi dì te de creà na pagina»
Dice: «Aaah, quindi je lo dovevo dì io»
Dico: «Eh sì»
Dice: «Aaah. Ma moo faresti te? Cioè me faresti na pagina? Che io c'ho tanti de quii cazzi che, come diceva Mandrake "Manco te che sei der mestiere l'hai visti così tanti
Dico: «Vabbè»
Dice: «Che tanto a te te fa curriculum sta roba, no?»
Dico: «Non ho afferrato»
Dice: «Eh, ao, io c'ho no studio conosciuto n tutta Roma, se vai a dì n giro che hai fatto a pagina facebook mia, te s'aprono porte inaspettate»
Dico: «Immagino.»
Dice: «Dai, quanto ce metti a fa na pagina, te? Cinque minuti, dai, o so, ce metti cinque minuti»
Dico: «Sì, ma c'ho purealtre cose da fa»
Dice: «Ma io te sto a fa n favore: te sto a dà la possibilità de fatte le ossa e de 'mpratichitte 'n po'. A te te piace fa sta roba no?»
Dico: «Eh.»
Dice: «E allora? Dai chiamame quando hai fatto»

Ma sto governo? - Discorsi da bar

Dice: «Ma nsomma sto Governo?»
Dico: «Eh, e che te devo dì. Boh. Gnaa ponno fa»
Dice: «Vabbè ma magari er cinque stelle e 'r Pd je la fanno a mettese d'accordo dai»
Dico: «Ma se se mettono d'accordo poi pare che j'hanno fatto la guera pe cinqu'anni ar Senato e alla Camera, no?»
Dice: «Vabbè ma ce c'entra?»
Dico: «Eh, dico, mettite nei panni de chi ha votato Di Maio»
Dice: «Ma io nu l'ho votato»
Dico: «È n'esempio. Te sto a dì, fai finta che te hai votato Di Maio, no?»
Dice: «Eh»
Dico: «Eh, se a te domani t'ariva Di Maio e te dice: "ao senti, domani famo l'accordo cor PD pe' governà sennò non se fa er Governo". Te che je diresti?»
Dice: «Ce rimarei n po' male»
Dico: «Te sto a dì»
Dice: «Vabbè ma allora che deve fa?»
Dico: «Ah boh. Non sarà na cosa facile»
Dice: «Ma se se mettono d'accordo co Salvini almeno ce sta de bono che riescono a fa qualcosa così pe' st'immigrazione, così da nun esse popo 'nvasi»
Dico: «Qualcosa così, cosa?»
Dice: «Eh che fai che li rimbarchi e li rimanni via; piji n'aereo e li rimpatri; je fai n bijetto de sola andata pe' la Libia, 'a Tunisia, ste cose qua»
Dico: «E così l'hai risolta, giustamente»
Dice: «No ma dai n segnale, no?»
Dico: «Pe' me er mejo segnale che se po' dà e non annà a fa la guerra là nei paesi loro»
Dice: «Vabbè ma pure questa che dici te è na cosa superata»
Dico: «Superata, eh?»
Dice: «Eh! Dai, se li rimetti su 'a barca o su n'aereo costa de meno che accojeli, faje tutti i documenti» Dico: «Costerebbe de meno pure non fa 'e missioni militari. Così, a occhio e croce» Dice: «Ma n'è che vengono tutti da ndo je famo la guera noi, eh»
Dico: «Ah no, eh?»
Dice: «Vabbè mica ce va l'Italia a fa la guera ce va l'America...»
Dico: «...co le missioni internazionali d'a NATO in cui ce sta pure l'Italia»
Dice: «Eh vabbè ma mica solo l'Italia»
Dico: «Ma non è meno grave sta cosa, eh»
Dice: «Io so convinto che c'è qualcuno che li paga a questi pe' venì»
Dico: «Aridaje»
Dice: «È così, è così, n'è che c'hanno tutti sti soldi pe mbarcasse e venì questi, eh. Qualcuno je li dà»
Dico: «Mah, stai a dì na calla».
Dice: «E tanto sempre 'e stronzate dico pe' te»
Dico: «Tipo 'e scie chimiche»
Dice: «Sta bono..»
Dico: «Eheh»

Almeno Berlusconi ce comprava co stile - Discorsi da bar

Dice: «Ma a te quanto t'hanno aumentato de stipendio?»
Dico: «A me me pagano quando se ricordano, quindi già è tanto che ogni tot de mesi m'ariva qualcosa»
Dice: «Ah ma ancora così stai?»
Dico: «E mica dipende da me, eh»
Dice: «Vabbè comunque a me m'hanno pijato pe r culo»
Dico: «Perché?»
Dice: «M'hanno aumentato o sSipendio de 38 euro. Ma te pare?»
Dico: «Vabbè, non me sembra così grave»
Dice: «No, no, statte bono m'hanno preso pe r culo: tutti a dì avoivesaràriconosciutocospicuoaumentodestipendio ma in realtà ce se volevano solo comprà. E a me non me comprano co 38 euro»
Dico: «Er prezzo tuo è più alto, nsomma?»
Dice: «O sai che c'è? È che questi qua n so boni manco a compratte»
Dico: «Perché "QVANDO C(I)ERA LVI", vè?»
Dice: «Eh, almeno però quando c'era Berlusca a noi ce compravano con stile»
Dico: «Non credo d'aver afferrato»
Dice: «Ao, er giorno prima dell'elezioni co Berlusconi c'arivava n'aumento - e che aumento - diretto n busta paga. Armeno si ce devi comprà, o devi fa co stile»
Dico: «So que cose necessarie pe' na campagna elettorale: fasse fotte co stile, no?»

È che è pieno de negroni - Discorsi da bar

 Dice: «Er fatto è che no stato civile dovrebbe pijà i barboni e metterli dentro a na struttura comunale»
Dico: «Sì, vabbè, che poi non è che ce stanno ste strutture. L'altro giorno tre poliziotti stavano a dì a una de sgomberà er viale vicino Termini, ma tanto all'incrocio dopo sarebbe stata la stessa cosa».
Dice: «Sì ma er fatto è che tu-Stato i dovresti portà a na struttura comunale, alla Caritas, no a levalli da na strada e metteli a n'antra»
Dico: «Eh ma ndo stanno ste strutture?»
Dice: «L'hanno date all'amici tua negroni»
Dico: «Ma chi?»
Dice: «I rifugiati»
Dico: «No, non te seguo»
Dice: «Ao io prima quann'ero regazzino ce ssavano ste strutture ndo se mettevano sti barboni e basta. Mo è pieno de sti cosi»
Dico: «Che comunque so persone».
Dice: «Ma n so mica italiani»
Dico: «Quindi ce stanno i barboni boni e i barboni cattivi, famme capì? N so poveracci uguale?»
Dice: «E no, quello è no specchio d'a società: non ce stanno i posti pe' tutti, semo troppi...»
Dico: «...e quindi mejo i barboni italiani»
Dice: «Embè pe forza»
Dico: «Guarda che si lo dici perché uno puzza de meno dell'altro, puzzano tutt'e due perché stanno co le pezze tutti e due»
Dice: «Ma questo o dici te. Semo troppi e n se po' accoje a buffo. Se deve fa n piano serio»
Dico: «Un piano ma anche un forte, sicuramente».

Greenpeace

Dice: «Ao, l'altro giorno m'hanno preso quelli de Grinpìs, ce stava n banchetto, nsomma me so avvicinato...»
Dico: «T'hanno fermato o te sei avvicinato? Cambiando l'ordine dei fattori er risultato è nettamente diverso»
Dice: «Vabbè ce so annato io ma te giuro che non è che cambia»
Dico: «Eeh. Avoja.»
Dice: «Vabbè n somma mbocco dentro a sto gazebo co questa co 'a pettorina verde pisello che me voleva lascià n volantino pe' na petizione sulle energie rinnovabili contro er nucleare»
Dico: «Tremo»
Dice: «Nsomma je faccio: "guarda zì, hai sbajato proprio a fermamme"»
Dico: «Ma se ce sei andato te!»
Dice: «E statte zitto, so dettaji. Nsomma je faccio "e secondo te si proibbimo er nucleare co che l'accennemo a luce? Eh?"»
Dico: «Ecco.»
Dice: «E questa tutta impaurita che me diceva "vabbè c'è il sole, l'eolico e io che je dico ao ma n c'hai capito n cazzo ma l'eolico innanzitutto è n cazzotto a n'occhio vedè ste pale, poi in Abruzzo manco l'accendono"»
Dico: «Vabbè ma quella poraccia te stava a fa n discorso generale, che c'entra l'Abruzzo»
Dice: «Ao io parlo pe' quello che vedo. L'accenni sull'autostrada p'annà n'Abruzzo? No. E allora tu-Stato nu l'accenni mai»
Dico: «Me sembra calzante [... *sospiro*]»
Dice: «E nsomma me fa "dai ma allora me firmi qua? te iscrivi dellà"? E allora io tutto coso je faccio: "bella, dai,  ma n'hai capito che so contro quello che stai a dì? a me me piace er nucleare, n-u-c-l-e-a-r-e"».
Dico: «E dopo sto siparietto...»
Dice: «Me ne so annato dopo che questa s'era tipo messa 'e mani n faccia pe' la disperazione»
Dico: «N dialogo da premi Nobel»
Dice: «Nfatti, quella sicuro n c'ha capito n cazzo»
Dico: «Perché te. Ao».

 

Gli italiani sempre discriminati, eh?!

 Dice: «Anche tu qui a Storia Moderna?»
Dico: «Eh sì. È l'ultimo di magistrale»
Dice: «'Mazza, grande. Che programma porti?»
Dico: «Praticamente il tuo solo con un libro in meno perché ho frequentato»
Dice: «Ah mbe già. Che poi a me sta cosa che hanno scritto tutti i storici e manco n'italiano n'è che me va poi così tanto giù»
Dico: «Eh?»
Dice: «Ao n'hanno mai citato Vico»
Dico: «E che ce devi fa»
Dice: «Eh ma Vico que cose e diceva quarant'anni prima de Droysen. L'italiani sempre discriminati, eh?!»
Dico: «Eh?»
Dice: «Te sto a dì, sempre a discriminà l'italianità»
Dico: «Aaaah. Anche tu Scienze storiche o Scienze archivistiche?»
Dice: «No no, scienze storiche. Ho fatto archivistica co quella prof giovane, pure caruccia, dai che hai capito»
Dico: «Boh, io l'ho fatto con la Glielmi»
Dice: «Eeeeeh, appunto, io quella dicevo»
Dico: «Aaaaaah. Sì, la Glielmi»
Dice: «Quella che lavora ar museo d'a Resistenza no?»
Dico: «Eh?»
Dice: «Dai su, lavora ar museo d'a Resistenza»
Dico: «Museo della Liberazione, forse? Lì a Manzoni
Dice: «Eh se, quoo schifo là»
Dico: «Eh?»
Dice: «Sì, pe' me n c'ho dovevano manco fa er museo. Ma che è»
Dico: «Chiamasi Storia. Storia della Liberazione»
Dice: «Se, LIBBBERAZZZZIONE ce dovrebbero mette 'e bandiere nglesi e americane. Liberazione de che?! Mica se semo liberati da soli, mica poi crede ai partigiani»
Dico: «Eh, no, nfatti. È come crede ai nani o a Richard Benson. N'è che poi cadè in queste trappole. Se vedemo».






I diriggenti der p-a-r-t-i-t-o

Dice: «E comunque mica è normale che andate a chiede i soldi in giro pe' pagà er coso, là. Er locale che c'avete»
Dico: «Ma dici 'a sezione?»
Dice: «Eh, se. Quella»
Dico: «Ogni militante mette na quota, quello che può, se chiama autofinanziamento. Se n po' non mette gnente»
Dice: «A me me pare che se chiami grancazzàta. Ma scusa, state dentro a n partito?»
Dico: «Eh, quindi?
Dice: «Se se chiama p-a-r-t-i-t-o significa che ve devono dà i soRdi i diriggenti. N ce stanno cazzi»
Dico: «Ma 'o sai che de chi stai a parlà o spari cazzate così, tanto pe' dille?»
Dice: «Iiiiiii diriggenti vooooo devono faaaaa nun inizià a dì ennòpperchéquaperchélla ma che ccazzo me ne frega»
Dico: «Ma è na sezione, mica na sede nazionale, ao»
Dice: «Esticàzzi? Che non ce vengono pure i diriggenti a facce 'e cose nazionali?»
Dico: «Ma voi sentì quello che te dico, o voi sentì quello che tu credi sia giusto quindi che vorresti sentitte dì?»
Dice: «E nun dì stronzate, t'ho fatto na domanda e manco m'hai risposto»
Dico: «Ecco. Allora. Er partito non c'ha contributi statali, non campa (fra molte virgolette e parentesi) cor 2x1000, almeno per adesso manco lo percepisce....»
Dice: «E È SBAJATO»
Dico: «Se me fai finì»
Dice: «Eh, dimme, dimme: so tutt'orecchi»
Dico: «Dicevo, non se semo presentati all'elezioni nazionali, dunque er 2x1000 ancora nun ce l'avemo. Ma comunque. L'autofinanziamento. I diriggenti. Ma tu te credi che c'avemo sta plètora de dirigenti da riempicce n'anfiteatro pe' facce le riunioni nazionali? Famme capì. Semo nati 5 anni fa... Dacce tempo. Semo pischelli...»
Dice: «Senti, io so solo che ai tempi mia a Tore Maura ce staveno tutti i partiti: er Movimento Sociale, er PCI, er PSI, ce stavano pure i Repubblicani e a na certa è arivato pure 'r PSDI. 
I socialdemocratici. T'ho detto tutto»
Dico: «E questo è r punto: è n momento storico e politico *completamente* diverso, solo che non me voi capì: na volta co l'1% Democrazia Proletaria piazzava 4 deputati, i Radicali cor 2% avevano fatto 'r socialismo. Mo co l'1% entri cor quasi. Ar municipio ce vonno, se te dice bene, 5000 voti pe' entrà. Stamo a parlà de du cose nettamente diverse»
Dice: «A me me sembra che so diverse solo perché me voi cojonà: intanto i diriggenti tua non te danno na lira»
Dico: «Guarda che esistemo soprattutto pe' fatte parlà male de noi. Soprattutto perché a te te stamo sur cazzo e non ce lo voi dì, e manco me lo voi dì a me. Esistemo pe' facce pijà pe r culo da te che dici che semo du stronzi, nonostante te manco te sei mai sognato de capì percheccàzzo stamo a fa na certa cosa. Ecco, pensace, la prossima volta che devi dì na stronzata. Pensa a quanto sei stronzo te».



Perché, poi, la grande questione che c'è di fondo, in tutto un marasma umano e culturale (prima ancora che politico) della periferia romana, è che non c'è volontà di nulla: stare a sentire menchemméno. S'è stati a sentire fin troppo tempo quello o quell'altro che vendeva dieci chili di pasta a famiglia per comprarsi i voti a Via dell'Archeologia. S'è stati fin troppo tempo a sentir dire cose assurde e irrealizzabili ma che avrebbero comunque rassicurato il "tuo" problema.
La questione è umana. E quindi la predisposizione d'animo salta; la percezione comune s'affossa e finisce ben sotto il livello più basso del fiume senz'acqua da decenni; gli schemi si infrangono contro il muro del "ammenummenefregancàzzo", perché c'è sempre qualcuno che pensa che il lavoro politico - ma anche associativo - non serva a nulla. Perchétantochelofaiafà? Il passo che va oltre il giudizio e arriva alla sentenza è presto fatto: si superano e si scavalcano, come fa il più veloce centometrista del mondo con gli ostacoli davanti a sé, tutti i presupposti che dovrebbero far capire e discernere situazioni. Ognuno ha la propria verità che non deve essere intaccata, guai a te, tu debba patire la pena dell'inferno più dolorosa se lo fai. Le granitiche certezze sono rocce che si sgretolano fra le mani dell'altro parlante. Il giudizio è imperante, «batte la lingua sul tamburo», e tu sei già un impostore che farebbe meglio a tacere o a occuparti di cose come fanno tutti, perché tanto la tua posizione è indifendibile.
Anche se non è vero

La "guerretta" del Vietnam

Dice: «È che stanno n po' a sgravà sti coreani»
Dico: «Tipo?»
Dice: «È che stanno a fa sti test nucleari, sti missili»
Dico: «Eh ma l'hanno fatti pure i francesi, pe' na vita, i test nucleari sull'atolli della Polinesia, pe' nun parlà dell'americani che buttano bombe in ogni dove»
Dice: «Eh ma questo è no stato piccolo, so du persone, se po' sempre annà là e spianalli» (concetto già espresso qui)
Dico: «Sì e chi ce vanno l'americani?»
Dice: «Eh, proprio loro, ce metterebbero du minuti: so quattro gatti, i coreani»
Dico: «Peccato che l'americani hanno già perso na guerra contro i coreani del nord. Così, tanto pe' dì»
Dice: «Ma che stai a dì?!»
Dico: «Ao, la guerra de Corea»
Dice: «Ma quando c'è stata?»
Dico: «1950-53, ao, daje, l'hai studiata storia»
Dice: «Non me ricordo assolutamente de sta guerra, ma sei sicuro?»
Dico: «Caspita, ma che scherzi? Le due Coree so divise al 53esimo parallelo da quando se so pijati a schioppettate, tutt'ora ce stanno basi americane. 'A Nord Corea è, e questo n'è che poi dì de no, n paese completamente accerchiato»
Dice: «Ma ce sarà pure stata sta guera, ma sarà stata na guerretta, una che l'americani hanno voluto perde»
Dico: «Na guerretta? Ma che stai fori?»
Dice: «Ao si l'americani nu l'hanno voluta vince, è na guerretta. È così»
Dico: «E quindi pure r Vietnam, pe' forza de cose...»
Dice: «...Na guerretta»
Dico: «Ma sei serio o me stai a cojonà?»
Dice: «Ao ma ragiona, cazzo: immagina che io so l'America, te nvado a te che sei no sputo de stato, quanto me ce vole a ammazzatte?»
Dico: «Ma proprio perché te sei l'America e io no sputo de stato e t'ho pure cacciato a caRci n bocca è na cosa stratosferica, non po' esse na guerretta»
Dice: «Sentime n'attimo: l'americani ce l'hanno l'atomica? Sì. Se non l'hanno usata n Vietnam o n Corea, come dici che ce sia stata na guera, allora significa che l'hanno voluta perde»
Dico: «Ma che c-a-z-z-o dici?! Quindi dopo che hanno perso mijardi de persone, l'americani, se ne so andati così, pe' sport?!»
Dice: «Ma avranno detto vabbè, ma che ce frega, tornamo ndietro»
Dico: «Te giuro me stai a lascià senza parole»

Saigon - Gli americani scappano dalla 'guerretta' del Vietnam


Tanto so negri

 Dice: «Ma co sto manifesto che pensate de fa? Che pensate da dì?»
Dico: «Quello che dimo»
Dice: «Nun volete pijà manco n voto eh? Tanto guarda che io fino a mo v'ho votato pe' pietà, perché sei te. Mo manco quello ve do»
Dico: «Ma c'è qualcosa che non te va su quel manifesto? Famme capì»
Dice: «È sbajato l'oggetto»
Dico: «Non te seguo»
Dice: «È sbajato che c'avete messo quello là»
Dico: «Ma perché è de colore?»
Dice: «No, è negro»
Dico: «Vabbè, annamo bene.. Avevo detto na cosa semplice, semplice, niente de troppo incomprensibile comunque»
Dice: «Er 90% daa gente non la pensa come te e come voi quattro»
Dico: «Ma il nostro ruolo è fa capì ar 90% che po' esiste pure gente che la pensa diversamente, cioè de fa capì - sì, de fattelo capì pure a te - che sulla pelle il sudore ha lo stesso colore. Mo too fatta altisonante però quello è r senso. Sei sfruttato te, è sfruttato lui. N'è che se deve fa la gara a chi ce la più moscio, eh. Perché questa è aa situazione, come i fasci che dicono pensione, lavoro: non ce l'abbiamo noi non ce l'avranno loro»
Dice: «A me me sembra giusto. E comunque voi me fate ride, ve chiamate PARTITO però non volete arivà a pijà più gente possibile e arivà, che ne so, ar Parlamento, tiè»
Dico: «Chi l'ha detto che non volevo arivà a più gente possibile?»
Dice: «Si fate sti manifesti, volete pijà o 0,1%, altro che 4%»
Dico: «Quindi io pe' arriva ar 4% che dovrei dì?»
Dice: «E che moo chiedi a me?!»
Dico: «Vabbè, too sto a chiede, dimme che dovremmo fa»
Dice: «Innanzitutto esse più morbidi. Cioè, che vordì mette n negro sur manifesto»
Dico: «È na persona»
Dice: «No, è diverso»
Dico: «È na persona co n colore diverso, abbi pietà, è n'essere umano quanto te»
Dice: «Questo o dici te, a me me sembra che ce stanno a invade»
Dico: «Vabbè, guarda, non ce vojo perde manco tempo co te. Te dico solo che - in ogni caso - er numero de pischelli italiani che va n'Inghilterra, Svezia, Germania, è estremamente più alto de quelli che vengono. Riflettice, se je la fai»

«È inutile iniziare». Di Atac e Referendum, di propaganda e voti referendari

Dice: «Ah ma quindi mo ce sta pure er referendum pe privatizzà l'Atac?»
Dico: «Eh, sì, i Radicali e 'r PD hanno raccolto le firme e mo se va a referendum. Prossimo anno, credo»
Dice: «E poi si privatizzano che succede?»
Dico: «N gran casino: già TPL, l'auti che stanno fra Torre Angela e Tor Bella pe' capisse, so già privati e non è che siano sto granché. Dovremmo votà no»
Dice: «E chi 'o sa che devono votà come dici te?»
Dico: «No, al momento nu lo sa nessuno, je lo dovremo dì noi quando ce sarà l'annuncio de sto referendum»
Dice: «E pensi che la gente ti stanno a sentire
Dico: «Vabbè uno ce prova, je se dice: Ao, guarda che si te privatizzano pure li mezzi c'hai meno corse n periferia, meno assicurazione che passano l'auti (perché er privato pensa ai soldi e no a fatteli passà), cose così»
Dice: «E pensi che co sto metodo vinci er referendum?»
Dico: «Ma quale metodo? Io te sto a dì che dovemo andà ar mercato, alle scole, a n sacco de posti pe' fa capì alla gente che è sbajato votà a favore de sta roba, tutto qua»
Dice: «Eh, ma pe' fa quello che dici te ce vonno: televisioni a favore tuo, giornali a favore tuo, grandi gruppi industriali che dicono che c'hai ragione. Se te e l'altri amici tua volete dì alla ggggente de votà come dite voi ve servono ste basi, si nun ce l'avete, è inutile che iniziate»





Reprise

Dico: «Che poi, vedi che nel 2019 scade già er contratto de servizio del Comune co l'Atac»
Dice: «E allora che cazzo lo fanno a fa sto referendum?»
Dico: «Ce vonno avvisà. Pe' dicce che comunque privatizzano»
Dice: «Ma perché scade?»
Dico: «Perché ogni tanto i contratti de servizi scadono»
Dice: «Ma allora è ancora più inutile quello che stai a fa»
Dico: «Sei mejo te»

Ma toccherà a me, no?

Dice: «Eh, c'era er 35, io c'ho er 36, mo che er 35 se n'è annato, tocca a me»
Dico: «No guardi, il display sopra lo sportello indica un numero (19) di un altro servizio»
Dice: «Che è r display»
Dico: «O schermo. Ce sta no schermo sopra la testa sua che indica, tipo quanno vai a pijà r pane, er turno tuo: mo ce sta n'altro numero»
Dice: «No, guarda, n se semo capiti: io c'ho er 36, t-r-e-n-t-a-s-e-i, prima c'era er 35, mo dovrà toccà a me, se chiama matematica»
Dico: «Te sto a dì che er tabellone luminoso che sta sopra la capoccia tua indica il servizio e il numero che r dipendente dietro er vetro deve servì. Hai capito mo? Po' esse che te chiamano pure allo sportello 2, magari non è questo, capito?»
Dice: «Vabbè allora c'hai ragione te»
Dico: «Ma sei serio? Te sto a dì che non è la tizia delle poste che decide ma er computer che smista i numeri dei servizi delle persone e entreno e cliccheno per fa uscì er bijettino che pure te c'hai in mano, stai a capì?»
Dice: «Eh, sì sì, me volete fregà, ho capito. Bravi, bravi»
Dico: «Ma chi te vo fregà! Te sto a cercà de spiegà na cosa ma stai a chiude le orecchie»
Dice: «Ma er problema non è che so io che sto a chiude le orecchie è che c'era er 35, io c'ho er 36, doveva toccà a me no ar 19»
Dico: «Vabbè, ce rinuncio, guarda»