Trenino Roma-Giardinetti, Tortorelli: «Riapertura a settembre? Improbabile» *

La questione legata al trenino “Roma-Giardinetti” anima il dibattito politico capitolino e quello delle vite di utenti e lavoratori che, anni fa, si servivano della storica linea a scartamento ridotto partendo dalla periferia extra-Gra. La mozione, presentata dalla consigliera Svetlana Celli (lista civica Roma Torna Roma – Giachetti Sindaco) andava a sostenere la riattivazione della tratta Centocelle-Giardinetti, in attesa dell’avvio dei lavori finanziati dal Ministero dei trasporti. Quelli per cui la Roma-Giardinetti subirebbe massivi interventi di ammodernamento e potenziamento per la sostituzione dello scartamento ridotto a quello ordinario al fine del prolungamento da Termini a Tor Vergata. «Per riattivare la linea serve avviare un dialogo tra Regione e Atac – ha spiegato la consigliera Celli in occasione della presentazione della mozione – per definire i termini della riapertura di una linea strategica per interi quartieri, da Centocelle a Torre Maura fino a Giardinetti». La mozione in oggetto, numero 220, è stata approvata all’unanimità nei giorni scorsi. Il tavolo che potrebbe aprirsi tra Regione, Atac e Comune sarebbe auspicabile: «Ora che le basi per il futuro sono state gettate e sono stati ottenuti i finanziamenti (il cui ottenimento definitivo è vincolato al passaggio di proprietà Regione-Comune e la stipula dei contratti per l’esecuzione dell’appalto entro la fine del 2022), ci sono tutte le condizioni affinché i soggetti interessati (Atac, Comune e Regione) si siedano ad un tavolo per discutere la riapertura della tratta sospesa», si legge sul blog "Sferragliamenti dalla Casilina". La sola Metro C non può sobbarcarsi il cosiddetto “lavoro sporco” del collegamento di uno dei più popolosi municipi di Roma: trenino e metropolitana viaggerebbero su binari paralleli, metaforicamente e concretamente parlando. Il palliativo della linea su gomma 106 è, in tal senso, del tutto inefficiente e sotto gli occhi di tutti. Per fare il punto della situazione, abbiamo raggiunto Carlo Andrea Tortorelli, blogger e ingegnere.

Scartamento.
La domanda che sorge spontanea è a che servono ulteriori lavori per ammodernare uno scartamento quando, tecnicamente, i “binari” già ci sono. La questione «è complessa», sostiene Tortorelli: «Roma nel 2017 ha avviato i lavori del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), uno strumento urbanistico previsto dall’ordinamento italiano ai sensi della legge n° 340 del 2000». «Nello stesso anno, si arriva al punto in cui l’amministrazione inserisce la Roma-Giardinetti nel novero di una serie di opere prioritarie, tra cui le famigerate e contestatissime funivie: Per la tratta era previsto un ammodernamento che comprendeva il mantenimento dello scartamento ridotto. La domanda di finanziamento è formalizzata con la delibera n° 251 del 2018». Fin qui tutto bene, ma quand’è che si passa dall’idea di trasformazione da scartamento ridotto a ordinario andando, ovviamente, ad allungare i tempi dei lavori? «Il Ministero dei trasporti (Mit) alla fine del 2019 si è pronunciato a riguardo dicendo, sostanzialmente, di finanziare il progetto di riqualificazione e ammodernamento della linea a patto che si passasse allo scartamento ordinario come il resto della rete tramviaria romana» In buona sostanza, afferma Tortorelli: «il MIT coprirà i costi dell’ammodernamento a patto che si vada a uniformare lo scartamento rendendolo identico a quello delle altre linee ferrata tramviarie della Capitale».


Uniformare tutte le strade ferrate dei tram della Capitale: questa la “ratio” con cui sta agendo il MIT.
Ma la riapertura a settembre, per Tortorelli, non pare sia possibile: «La riapertura a settembre è impossibile. Il punto è che in Assemblea Capitolina la consigliera Celli ha presentato una mozione che, sostanzialmente, non è vincolante quanto può esserlo una delibera». Tra l’altro è una mozione che rientra in una sorta di ciclo di atti che i consiglieri periodicamente, di legislatura in legislatura, propongono riguardo la riapertura integrale della Roma-Giardinetti. «Il punto, secondo me, è quello di produrre una vera analisi “costi-benefici” sulla tratta in questione», dichiara Tortorelli, «perché potrebbe risultare insensato riaprire per poco tempo una tratta destinata comunque a chiudere per il cambio di scartamento». È indubbio che l’inanità produca stallo e abbandono, vale per la Roma-Giardinetti come per le questioni quotidiane.

Ma se la riapertura è impossibile, è necessario produrre un’analisi costi-benefici e non, piuttosto, sostenere la riapertura e basta?

«La questione è complessa, il passaggio di proprietà fra Regione Lazio e Comune rappresenta uno di questi problemi: la Regione dice che non metterà un soldo per l’esercizio oltre Centocelle; il Comune ha – di fatto – le mani legate dalla proverbiale “coperta corta” del bilancio. Il fatto è che io potrei anche fare il “populista” e dire apriamo tutto e subito ma quest’affermazione ha un impatto e non tenerne conto sarebbe superficiale. Sarebbe fare proclami tanto per urlare». C’è però da dire che si andrebbe a colpire là dove si è sicuri di farlo, un po’ come quando si introducono nuove tasse andando a colpire i lavoratori statali: a fare le spese dei mancati accordi tra Regione e Comune c’è la periferia e uno dei quadranti più abitati della Capitale con indicatori di disagio sociale molto elevati e via dicendo. «La prospettiva che secondo me va adottata deve essere a lungo termine», rincalza Tortorelli, «sui 213 milioni concessi dal MIT pende la scadenza del 31 dicembre 2022, data entro la quale dovranno essere affidati i lavori, pena ritiro del finanziamento concesso. Tenendo anche conto di circa due/tre mesi che ci possono essere dall’aggiudicazione della gara all’avvio dei lavori, la prospettiva della riapertura della tratta esistente è comunque molto limitata dal cambio di scartamento. Per questo ribadisco che come cittadini dovremmo tendere ad accelerare sul progetto in essere, non riaprire la tratta che comunque in breve tempo richiuderebbe».

Metro C e trenino viaggiano su binari paralleli.

«Fino all’altro ieri si diceva che la Metro C era inutile e invece oggi ci sono le code fuori da San Giovanni per quanto è apprezzata; si diceva che il trenino con la Metro C fosse inutile e ora tutti ne stanno chiedendo la riapertura. Si tratta di due linee che corrono su binari paralleli e che si toccano in sole 4 stazioni su 21 (Metro C) e 20 (trenino)». L’una non esclude l’altra, in buona sostanza. Il ragionamento quasi da sistema binario informatico “0-1-0-1”: apriamo una metro e togliamo un mezzo di superficie, «è stato fatto col paraocchi» e che «come soggetti attivi, associazioni e comitati di quartiere, penso a Tor Pignattara, Torre Maura e Giardinetti, abbiamo cercato di porre un argine a questa decisione. Il buon senso, tuttavia, il più delle volte “perde”».

*Articolo pubblicato su «La Rinascita delle Torri»

Groenlandia, partono i campionati

Il campionato groenlandese di calcio partirà. Questa è la notizia diramata dall'associazione calcistica KAK, associazione sportiva groenlandese a mezzo Facebook e ripresa dal giornale danese-groenlandese Sermitsiaq: «La Federazione calcistica groenlandese Kak ha dichiarato che le partite di qualificazione dei campionati di calcio, maschili e femminili, possono essere disputati in tutta sicurezza». La Groenlandia, dunque, rimette in moto la macchina del campionato calcistico: si parte fra tre settimane: «i campionati dei territori comunali - spiega il quotidiano Sermitsiaq - possono essere utilizzati come partite di qualificazione per le fasi finali» che solitamente si svolgono nel mese di agosto. Stop, invece, ai campionati giovanili: l'annullamento dei tornei ha colpito le categorie Under 15 e Under 18 a causa del ritiro di molte città ospitanti con conseguenti problematiche relative ad alloggi e pernottamenti.

Nuovo sponsor tecnico
La Federazione calcistica groenlandese ha, inoltre, concluso un accordo tecnico con la blasonata "Macron" per una «sponsorizzazione pluriennale»: «Un accordo di enorme importanza - ha dichiarato Finn Meinel della federazione - per continuare a rendere professionistico e professionale il futsal e il calcio a 11 groenlandese con partnership a lungo termine di questo genere».

Come si svolge il campionato groenlandese
Il campionato di calcio è strutturato in tre fasi: locale, regionale e “nazionale” (ma è più corretto chiamarla “finale”), quest’ultima divide le squadre in due gruppi (A, B), solitamente non più di 12. Le fasi locali si svolgono prima della settimana di ferragosto, momento clou del GM, l'acronimo del campionato di calcio dell'isola. La fase finale si gioca su un campo solo, quello di Nuuk, recentemente rimesso a nuovo e in erba sintetica, fino a qualche anno fa in terra battuta. Ma che nessuno t(r)emi: il romanticismo del campionato più a nord del Pianeta Terra non è stato affatto minato dalla colonizzazione del verde artificiale: gli spalti sono sempre i soliti, ovvero, la partita la si guarda dalle rocce, liberamente, senza pagare nulla.

La piccola cittadina di Asiaat e il nuovo campo in erba sintetica.

Un anno [scolastico] è già passato

Il primo anno d'insegnamento è già passato: A.S. 2019/2020, Istituto Salesiano Villa Sora. Da pensare trasmesso come quelle strisce di localizzazione di X-Files. Per me (e anche per Mattia) è stato il primo anno: entrambi con due quinti superiori. Boom. Cominciamo col botto, di quelli che le amministrazioni comunali pianificano per far brillare interi edifici di svariati piani.
La prima foto è stata scattata da me a tradimento, mentre ce ne andavamo a prendere un caffè al bar di fronte scuola. Io sono vestito come uno scappato di casa, Mattia e Giusi sembrano proprio dei prof. fatti e finiti, Anna ha curiosamente lo stesso vestito della seconda foto, a distanza di svariati mesi.


La seconda foto è del 27 giugno. Pandemia portaci via: collegio docenti con mascherina e distanziamento sociale, anche se per fare questa foto ce ne siamo bellamente infischiati. «Tanto c'avemo l'autocertificazioni», come se con l'autodichiarazione il Covid sparisse. Ma tant'è.

In tutti i posti di lavoro si fa un gran parlare di "famiglia", "squadra" che, certo, sono parole importanti. Ma ancora più rilevante è il significato di "spalla" e questo è quel che siamo l'un per l'altra.
A settembre, o meno: sempre dalla stessa parte.




La paura delle formiche

Foto di Prabir Kashyap su Unsplash Da giorni sta facendo discutere quanto affermato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al...