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Visualizzazione dei post da maggio, 2021

Sicuro, prof?

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Uno di questi ultimi giorni di scuola, anziché tre ore ne ho svolte quattro all'interno della stessa classe. La prof che copriva l'ora di buco mi ha chiesto di rimanere con lei: "Tanto li porto giù in cortile: ora non fa ricreazione nessuno". Le normative riguardanti il Covid hanno - necessariamente - influito sullo svolgimento di ogni singola parte dell'attività didattica e del ritorno in presenza. È stata una bella giornata, anche se poi il mio ruolo - ontologicamente opposto a quello dello studente -  ha fatto sì che quel che prima era un idillio diventasse un mezzo trauma per loro causa verifica di storia. Doveva essere riparatrice di una già svolta in precedenza ma andata male per tutti, invece ha finito per essere il colpo di grazia. Pianti e disperazione in classe. Mentre ci godevamo il sole e quei 50 minuti di spensieratezza pre-compito, ci siamo fatti delle foto. Una ragazza mi viene incontro e mi chiede: "Prof, ma è sicuro che lei non ci sarà a sett

Qualcosa di buono

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È un 11 maggio un po' strano, per varie ragioni che non sto qui ad elencare. È una data che è entrata nella mia vita e nella mia quotidianità a partire dall'anno scorso e per cui sento la necessità di inserirla all'interno del personalissimo e intimissimo Pantheon delle date da ricordare. L'11 maggio abbiamo dato vita - insieme ad altri compagni di lotta, di strada e di vita  - a La Rinascita delle Torri. Un giornale digitale, un periodico saltuario , uno spazio aperto di discussione e di interlocuzione, un luogo virtuale per parlare di svariati temi locali e globali, cittadini e nazionali, creato nell'epoca della grande distanza che abbiamo sperimentato (e che non ci stiamo lasciando alle spalle indenni). Certo, si dirà, è un giornale digitale come gli altri, non aggiunge né toglie niente. Eppure significa molto anzitutto per chi scrive, per evidenti fattori sentimentali, ma in prima battuta per una comunità locale che è andata smarrendosi dopo decenni di errori,

Il 5 maggio

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Il 5 maggio cadono due ricorrenze: morte di Napoleone Bonaparte, nascita di Karl Marx. Due lati della barricata, due opposti. Ricordarli come si deve è obbligatorio. «I filosofi hanno finora soltanto interpretato il mondo in diversi modi. Ora si tratta di trasformarlo» Ricordare, si fa per dire, il primo è bene farlo attraverso le parole di Lev Trotskij nella sua analisi del bonapartismo . Nel bene o nel male, Bonaparte ha spaccato la storia: dalla sua dipartita in poi si utilizzerà la categoria politica che prima veniva citata in corsivo: il bonapartismo . Cioè governare personalisticamente, autoritariamente, mantenendo la facciata del consenso popolare tramite plebisciti. Tagliando - forse troppo - con l'accetta la definizione. «La sciabola, di per sé, non ha un programma indipendente. È lo strumento dell' "ordine". Si fa appello ad essa per conservare ciò che esiste. Elevandosi politicamente al di sopra delle classi, il bonapartismo è sempre stato e resta, da un p