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Visualizzazione dei post da gennaio, 2019

Competenza, Lino Banfi, l'Unesco, Roma Est

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Una cosa in particolare di quelle che ho fatto fino ad ora me la rivendicherò con orgoglio, sempre: la candidatura con il Partito Comunista alle elezioni del 2016 per il municipio in cui vivo. Municipio VI, Roma Est, per capirci, una delle zone più disagiate di Roma. Io e Gianmarco, allora candidato presidente, ci siamo smazzati  tutto il municipio a caccia di voti: stiamo parlando di un territorio decisamente vasto che in quanto a popolazione è dietro solo a città come Torino e Verona, contando la bellezza di 250.000 residenti. Ci fermavamo con ogni singola persona e con ognuno ribadivamo le nostre ragioni.  Al momento delle votazioni sono andato a fare da rappresentante di lista al plesso scolastico dove era allestito il mio seggio, dove i vari candidati di Fratelli d'Italia, Lega, Partito Democratico rimanevano fuori al cancello a fermare la gente per ricordar loro come avrebbero dovuto votare.  Illegale, però lo facevano lo stesso.  Insomma, al primo piano vicino all'entra

Cesare Battisti, il formidabile 'casus belli'

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Fonte foto: ©Il fatto quotidiano L'Italia si è svegliata tra il torpore postideologico e le storture dell'ingranaggio democratico liberale, costretto da costruzioni sovranazionali che ne limitano l'azione e l'efficacia, trovandosi stritolata fra pulsioni fasciste e discriminatorie nei confronti dell'altro quale che sia. L'episodio che ha scatenato il punto più alto di tutto questo è senza dubbio la cattura di Cesare Battisti, latitante da più di un trentennio tra la Francia e il Brasile. La narrazione che si è prodotta attorno al personaggio nel corso degli anni è stata volta alla costruzione (e costrizione) mediatica di un capro espiatorio per additare una certa parte politica alla copertura nei confronti dell'appartenente ai Proletari armati per il comunismo (Pac). Copertura che, nella maggior parte dei casi, non c'è stata o è stata interpretata forzosamente da coloro i quali hanno voluto mostrare ai più che la questione fosse come essi andavano esp

Roma è una città diseguale: «bisogna cambiare il modello di sviluppo»

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articolo apparso il 15 gennaio 2019 su Pressenza. Roma è una città in cui regna la disuguaglianza. Da questa frase, forse inconsciamente ovvia, che tuttavia in tempi di crisi politico-culturale sembra rivoluzionaria, nasce il progetto #MappaRoma . Uno strumento per la politica e per analizzare l’attuale, evitando che si cada nei luoghi comuni e nell’immaginario di una città che non esiste più. Di questo e dell’ultima mappa pubblicata ne abbiamo parlato con Salvatore Monni, coordinatore del progetto e docente di Economia dello sviluppo presso la Facoltà di Economia dell’Università “Roma Tre”. L’idea di mappare Roma e le sue disuguaglianze è decisamente ardita, da dove parte il progetto #MappaRoma e perché? «Il progetto è nato nel 2016, l’anno delle elezioni comunali. Io e gli altri due ideatori del progetto  [Keti Lelo e Federico Tomassi ] partimmo da un dato : tutti coloro che parlavano di Roma nell’ambito delle elezioni lo facevano riferendosi ad una città che non esiste più o solamen

Corto circuito Battisti - la mappa

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Come al solito internet aumenta in modo ultra esponenziale le proprie considerazioni del subconscio e quelle indotte da altri personaggi, più o meno popolari che influenzano il pensiero altrui. Le prime un tempo erano circoscritte nell’ambito familiare, e là restavano, ora sono diffuse via social. Allora capita che per l’arresto di Battisti si sia dato il via alla fiera delle stronzate (sì, delle stronzate) sparate da chiunque, senza distinzione alcuna. Ministro dell’Interno in primis, elettori leghisti e pentastellati in secundis. Volevo scrivere un pippone enorme dei miei, di quelli che non avrebbe letto anima viva: mi sono preventivamente fermato e per una volta il mio malessere e il disagio nel vedere così tanti idioti, lo irrido. «Ciao belli, un bacione» (Cit.), vado a prendermi il Maalox. E a voi, un bel po’ di Xanax. E siccome ho già detto parolacce come un bambino indisciplinato che dice “culo” per la prima volta, non ve dico manco i morti, ma li polpacci vostra, questo sì. Cli

I "no-name" e Faber [per il ventennale]

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Finite le scuole medie mi sono iscritto al liceo classico di Tor Pignattara, l'Immanuel Kant (che non è er Chent  con cui venivamo bullizzati nella pronuncia da compagni e amici frequentanti, magari, gli istituti tecnici o gli atipici licei scientifici tecnologici ).  Sono e sempre sarò un pesce fuor d'acqua, ma nel passaggio fra medie e liceo lo ero ancora di più: di me stesso non conoscevo nulla, dunque figuriamoci di quello che mi accadeva intorno: una terra sconosciuta o giù di lì. Hic sunt leones . Una cosa, però, la conoscevo di me: volevo suonare la chitarra elettrica, possibilmente grattando il più possibile le sue corde e facendo uscire da una leggiadra e blues Stratocaster bianca, il suono più tombale, gracchiante, distorto e rauco che quel povero strumento poteva sostenere. Mi piacevano i Kiss. E già questo potrebbe dirla lunga sui miei gusti musicali di allora, così come si potrebbero esprimere dubbi circa la mia sanità mentale (perplessità tutt'ora valide) rig

Se ci si abitua alle divise la situazione è (molto) grave

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fonte: Usb vigili del fuoco Al di là del fatto che il Ministro dell'Interno sia un personaggio oggettivamente discutibile, il tema sollevato solamente (encefalogramma piatto dalla sinistra e dai comunisti, di ogni organizzazione politica)   dal sindacato dei Vigili del fuoco dell'Unione sindacale di base , è significativo nella lettura dei fatti che ci circondano ogni giorno, siano essi politici che civici .  Si tralasci, poi, per un momento il giusto richiamo dell'Usb all'articolo 498 del codice penale e si rifletta sulla manifestazione esteriore dell'indossare questa o quella divisa da parte del Ministro dell'Interno. Piccola considerazione a monte  La fase politica e culturale che stiamo attraversando è totalmente mediatica , ne è intrisa come un panno zuppo d'acqua che non si vuole strizzare o torcere. Non conta tanto il contenuto prodotto da un utente ma il suo effetto , sia esso positivo o negativo nei confronti - si badi bene - dei fruitori di qu

Perenne campagna elettorale e personalismo di pochi: i danni sono per tutti

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Fonte foto: Il Fatto Quotidiano Succedono cose davvero curiose a coloro i quali intendono accaparrarsi, hic et nunc/qui e subito , consenso da spendere subito sul mercato delle elezioni. In periferia viene molto bene a causa di problemi conosciuti da tutti e che rendono quelle zone, per l’appunto, periferiche .  C’è chi direbbe che basti semplicemente raccontare quanto (pochino, a dire la verità) ci sia di positivo e di bello - pur stanti così le cose - per far sì che la situazione appaia del tutto mutata agli occhi esterni e di chi vive quella quotidianità. Ovviamente questo non basta, ma tant’è. 
 Succedono cose curiose, dicevo. 
 Recentemente a Torre Angela, imponente quartiere periferico sulla Casilina extra-Gra, cuscinetto fra Tor Bella Monaca e Giardinetti, un gruppo di residenti coadiuvato da esponenti politici locali (i quali prima di essere tali sono ovviamente abitanti del luogo) si è mosso per dar vita ad un comitato di quartiere. Niente di nuovo, se non che questo Cdq, s

India: milioni di donne in piazza contro il conservatorismo religioso

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Articolo scritto per Pressenza il 3/1/2019 Milioni di donne si sono unite, mano nella mano, lungo tutta la costa dello stato indiano del Kerala: è successo il 1 gennaio 2019. Un cordone lunghissimo che la stampa ha chiamato "women's wall" ha percorso 620 chilometri di costa indiana del Kerala, così riporta il quotidiano 'Times of India': «[...] milioni di donne indiane si sono unite mano nella mano lungo i 620 km di lunghezza della costa del Kerala: dalla punta settentrionale all'estremità meridionale per formare un "women's wall" [muro di donne] contro i conservatori religiosi che si sono opposti alla [storica] sentenza della Corte Suprema che ha permesso l'ingresso di donne con le mestruazioni nel tempio di Sabarimala».   L'antefatto   Una storica 'prima volta': Bindu Ammini (42 anni) e Kanaka Durga (44 anni) hanno varcato la soglia di uno dei più sacri templi indù, il Sabarimala Temple. Sono state le prime a compiere lo sto